Fortuna, chiesto l’ergastolo per Caputo. Pm: la verità si deve solo ai bambini

E così, anche il processo sull’omicidio Fortuna arriva a un epilogo giudiziario: e dopo indagini e testimonianze, dati, riscontri e prove, accuse e arringhe difensive, la verità è finalmente, faticosamente, venuta fuori: in tutta la sua cruda ferocia e tragica ineluttabilità. E allora, l’accusa ha chiesto l’ergastolo per Raimondo Caputo, 10 anni di reclusione per Marianna Fabozzi. Sono queste le richieste espresse dal pm Claudia Maone al termine della requisitoria dell’aggiunto Domenico Airoma. In aula era presente l’imputato Caputo, mentra la Fabozzi non ha partecipato all’udienza.

Omicidio Fortuna: l’accusa chiede l’ergastolo per Caputo

Una storia di violenze e di abusi psicologici, di scandalose omertà e terrificanti connivenze. che ha visto soccombere la piccola Fortuna, la bimba morta nel Parco Verde di Caivano il 24 giugno 2014 dopo essere caduta dal palazzo nel quale viveva. dove veniva regolarmente violentata, lei, come le figlie della Fabozzi, oggi accusata di aver coperto tutti gli abusi e le mostruosità subite dalle piccole. Oggi, di questo orrore perpetrato nel silenzio è accusato Raimondo Caputo, per il quale i pm hanno chiesto, oltre alla pena dell’ergastolo, anche 6 mesi di isolamento diurno. Il pm di Napoli Nord Domenico Airoma, impegnato nella requisitoria, ha lasciato che le richieste dell’ufficio di Procura per i due imputati fossero espresse dal pm Claudia Maone, la prima a indagare sulla morte di Fortuna Loffredo insieme al pm Federico Bisceglia, morto tragicamente in un incidente stradale a marzo del 2015.

La requisitoria del pm che inchioda imputato e conniventi

«Condannando Caputo scriverete che l’omertà non serve, che la verità è più forte e alla fine viene fuori. In questo caso è venuta fuori per bocca dei bambini, gli adulti in questa vicenda non ci hanno fatto una bella figura». E allora, proprio quanto appena citato ha rappresentato il passaggio nevralgico dell’intera vicenda giudiziaria, il cardine della requisitoria del pm Domenico Airoma che, rivolgendosi ai giudici della quinta sezione della Corte d’Assise di Napoli, ha poi anche aggiunto: «Se lo condannerete (Caputo, ndr) non spareremo fuochi d’artificio: ogni fatto e condanna del genere è una sconfitta per l’umanità. Ma sarò contento, perché alcuni dei personaggi passati in questo dibattimento, che pensavano di trasformare quest’aula in una sorta di retrobottega di sceneggiata indegna della vera sceneggiata napoletana, saranno coperti da infamia per aver ostacolato la giustizia». E per aver permesso, con silenzi complici e colpevoli bugie, che l’orrore si perpetuasse fino al tragico epilogo.