Filippine, dopo la strage al resort, i jihadisti usano i bambini come scudi umani (VIDEO)

Dopo la strage al resort di Manila, in cui 36 persone sono morte soffocate, è recrudenscenza di terrore e sangue nelle Filippine dove, ancora una volta, fiancheggiatori e attentatori si rivelano essere cittadini locali, radicalizzati e ferocemente convinti del sacrifico estremo e del massacro di innocenti da sacrificare al credo islamista sull’esempio degli affiliati di Daesh. Così, mentre si contano i morti dell’attacco al Resorts World Manila, si scopre che il kamikaze di fede jihadista e di credo stragista è Abu al Kheir, il terrorista suicida proveniente, a quanto pare, da una delle isole dell’arcipelago. A dichiararlo nella sua rivendicazione dell’attacco di Manila, è lo stesso Stato Islamico, confermando i sospetti: e cioè che l’attentatore fosse di nazionalità filippina.

Filippine, bambini usati come scudi umani

In questa nuova rivendicazione non si darebbero indicazioni specifiche dell’attacco e dell’obiettivo colpito, nel frattempo, però, le autorità filippine continuano a smentire che si sia trattato di un attacco terroristico, parlando di una rapina sfociata in tragedia condotta da un uomo solo. Intanto, altri focolai di violenza estrema e di brutalità jihadista divampano anche altrove nelle Filippine. Così, i media locali stanno in queste ore dando maggiore credito e divulgazione a notizie in circolazione già da alcune settimane, e che negli ultimi giorni e nelle ultime ore soprattutto, stanno incrementandosi e aumentando di attendibilità. E le notizie, allora, parlano di militanti islamisti asserragliati in alcuni edifici di Marawi City, nel sud del Paese, che starebbero usando bambini e civili come scudi umani. Tanto che, con il passare delle ore, a confermare gli inquietanti rumors in circolazione già prima dell’attenato di Manila di 24 ore fa, sarebbe intervenuto anche il generale Restituto Padilla, alla guida dell’offensiva delle forze militari contro questi gruppi islamisti ispirati e in alcuni casi affiliati al Daesh, che mescolano in mezzo ai miliziani terroristi e criminali comuni, tutti uniti nelle fila delle reclute che hanno dichiarato fedeltà allo Stato Islamico, i quali hanno dichiarato di avere nelle loro mani oltre 200 ostaggi, tra i quali un prete cattolico che ha lanciato un appello al presidente Rodrigo Duterte affinché ritiri le forze governative.

Madrasse e moschee nelle mani di terroristi islamici 

“A complicare la situazione sul terreno è l’uso da parte di queste forze di bambini e civili come scudi umani”, ha detto Padilla confermando quanto drammaticamente annunciato dagli stessi miliziani, aggiungendo anche che i terroristi stanno usando le madrasse e le moschee. Va detto, allora, che la battaglia nella città è iniziata lo scorso 23 maggio quando 500 militanti di gruppi diversi si sono mobilitati dopo il tentativo da parte delle forze governative di arrestare il leader locale dello Stato Islamico. Una situazione in evoluzione, che rischia di degenerare ancor più tragicamente da un momento all’altro…