Fiamma si candida con il simbolo del fascio littorio. E scatta la gogna…

Lei si chiama Fiamma, e non potrebbe essere altrimenti. Si è candidata in un paesino dela provincia di Mantova come leader di una lista che rievoca il fascismo, il Duce, Mussolini, il simbolo littorio, con lo slogan “il futuro è tornato”. La lista guidata da Fiamma Negrini, una ragioniera di vent’anni che ieri ha partecipato alle amministrative nella sua città, Semide e Felonica, si chiama “Fasci Italiani del Lavoro” e ha come simbolo il fascio littorio. Quanto basta per scatenare la “volante rossa” dei social, dopo un articolo di Repubblica che, come al solito, s’è scandalizzata, chiamando in causa perfino la legge Scelba.

La grave colpa della ragazza è di aver citato, sulla sua bacheca Facebook, frasi del Duce, tipo: “Il Fascismo stabilisce l’uguaglianza verace e profonda di tutti gli individui di fronte al Lavoro e di fronte alla Nazione. La differenza è soltanto nella scala e nell’ampiezza delle singole responsabilità… Noi siamo la generazione dei costruttori che, col Lavoro e con la disciplina, col braccio e con l’intelletto, vogliono raggiungere il punto estremo, la meta agognata della grandezza della Nazione di domani, la quale sarà la nazione di tutti i produttori e non dei parassiti”. Quanto basta. La Negrini nel suo programma ha fatto proposte in tema di viabilità, trasporti e agricoltura, parlando di valorizzazione dei prodotti Dop del territorio del comune mantovano. Vedremo, nei prossimi giorni, con quali risultati.

Da ieri quella bacheca è chiusa, evidentemente presa d’assalto da insulti e offese, anche a causa del richiamo, nei manifesti elettorali, a quei “Fasci italiani del Lavoro” voluti da Benito Benito Mussolini, prima che si trasformassero in “Fasci italiani di combattimento” e poi in Partito Nazionale Fascista. Fiamma Negrini, inoltre, è “colpevole”- si fa er dire – di essere figlia di  Claudio Negrini, promotore della lista, che sulla sua bacheca – fa notare sempre Repubblica – ha la scritta “Boia chi molla”.