Emilio Fede, condannato a 3 anni e mezzo per la “cresta” sul prestito a Mora

Fece la cosiddetta”cresta” sul prestito di Silvio Berlusconi a Lele Mora in difficoltà finanziarie. E ora l’ex-direttore del Tg4, Emilio Fede, è stato  condannato a tre anni e sei mesi di carcere, sei mesi in più dei 3 anni richiesti il pubblico ministero di Milano, Eugenio Fusco, nei confronti del giornalista imputato per concorso in bancarotta con Lele Mora – che è uscito dal procedimento con un patteggiamento – per aver distratto un milione e 100 mila euro, ovvero il 40 per cento del finanziamento di 2 milioni e 750 mila euro, versato nel 2010 in più tranche da Silvio Berlusconi all’ex-talent scout per il salvataggio della sua impresa, la Lm Management.
Il pm aveva spiegato che la somma versata dall’ex-premier era stata «distratta dal fallimento e divisa con Fede ma anche trattenuta da Mora» per i suoi «capricci inutili»
«Quel finanziamento – aveva detto il magistrato dell’accusa – sarebbe servito per sanare la disastrosa situazione in cui versava l’impresa di Mora. Quei denari non dovevano essere dirottati in parte a Fede per i suoi buoni uffici presso Berlusconi. Non ne aveva diritto».

I giudici della Terza Sezione penale hanno anche stabilito che Fede dovrà risarcire proprio 1,1 milioni all’impresa individuale di Lele Mora, ora sotto la tutela di un curatore fallimentare, oltre che pagare le spese legali. L’ex-direttore è stato anche dichiarato inabilitato all’esercizio di imprese per 10 anni e lo hanno interdetto dai pubblici uffici per 5 anni.

Una condanna «ingiusta», protesta il difensore Alessandra Guarini, perché Emilio Fede «è assolutamente estraneo e lo dimostreremo in appello. Le testimonianze hanno provato l’innocenza del mio assistito, quindi sorprende la condanna di Fede che, ancora una volta, arriva da Milano».

Lele Mora ed Emilio Fede riuscirono ad ottenere il prestito da Silvio Berlusconi utilizzando l’amicizia che l’ex-direttore del Tg4 vantava verso il Cavaliere che, tramite il suo ragioniere di fiducia Giuseppe Spinelli, versò nel 2010 su un conto italiano di Mora, tramite assegni circolari e suddivisa in tre tranche, la somma di 2 milioni e 750 mila euro, «a titolo di finanziamento personale» della società Lm management, all’epoca sull’orlo del crac e poi fallita.

Secondo l’accusa, Fede avrebbe ricevuto da Mora, in contanti e presso gli studi Rti di Segrate, la somma di 450 mila euro. Altri 500 mila euro sarebbero stati, invece, versati da Mora su un conto a Lugano di proprietà di Fede, mentre un’altra parte – 160 mila euro – sempre secondo l’accusa, sarebbe stata distratta sui conti italiani dell’ex-direttore del Tg4.

I magistrati riuscirono anche, nel 2011, a rintracciare una scrittura privata a testimonianza di quel prestito e, nel corso delle indagini coordinate dal pm Fusco, l’ex-agente dei vip aveva ammesso di aver dato a Fede circa la metà dei soldi prestatigli da Berlusconi. Fede, invece, aveva sostenuto di aver trattenuto solo la somma di 400 mila euro dichiarando ai magistrati che era un prestito che Mora doveva rendergli.