È morto Rodotà, esponente della sinistra snob. Il M5S lo voleva al Quirinale

Il giurista Stefano Rodotà è morto all’età di 84 anni. Dal 1997 al 2005 è stato il primo Presidente del Garante per la protezione dei dati personali. 

Rodotà è stato candidato, non eletto, per l’elezione del Presidente della Repubblica Italiana del 2013. È stato votato dal Movimento 5 Stelle (che lo ha proposto dopo una votazione in rete tra i suoi iscritti), da Sinistra Ecologia Libertà e da alcuni parlamentari del Partito democratico. Alla fine, fu però rieletto il presidente uscente, Giorgio Napolitano

L’intellettuale scomparso era uno degli esponenti di punta della dell’intellighenzia di sinistra di derivazione laica e illuminista, meglio nota come sinistra snob o al caviale. Tant’è che fu fu eletto deputato per la prima volta nel 1979 come indipendente nelle liste del Partito comunista italiano. Messaggi di cordiglio sono subto giunti da Giuseppe Sala, Paolo Gentiloni, Susanna Camusso, Enrico Letta e dal presidente del Senato, Pietro Grasso. Non poteva naturalmente mancare il messaggio dei grillini, messaggio affidato a Roberto Fico: «Grazie al professore Rodotà per le tante battaglie in nome della Costituzione e in difesa dei diritti delle persone e dei nostri beni comuni».

Rodotà ha insegnato nelle università di Macerata, Genova e Roma, dove è stato professore ordinario di diritto civile e dove gli è stato conferito il titolo di professore emerito. Ha insegnato in molte università europee, negli Stati Uniti d’America, in America Latina, Canada, Australia e India. È stato professore invitato presso l’All Souls College di Oxford e la Stanford School of Law. Ha insegnato presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne e ha collaborato con il Collège de France