E il leader di Confindustria citò (senza saperlo) la frase cult di Almirante

Momenti che non ti aspetti, soprattutto in un discorso del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia all’assemblea dei giovani imprenditori riuniti a Rapallo. Per i giornalisti economici l’evento è da anni utile a monitorare che aria tira tra industriali e governo. E certo molti di loro non possono aver notato che Boccia, rivolgendosi all’esecutivo, per stigmatizzare la lentezza nel fare le riforme ha tirato fuori una massima che negli anni Settanta fioriva sulle bocche dei missini e dei militanti di destra.

Cos’ha detto Vincenzo Boccia? Rivolto al premier Gentiloni e alla sua squadra di governo ha così parlato: “Vivi come se dovessi morire subito, pensa come se fossi immortale”. Il suggerimento era a non seguire il “tirare a campare” di andreottiana memoria ma è avvenuto appunto attraverso una massima con la quale Giorgio Almirante concluse il suo libro “Autobiografia di un fucilatore”. La frase è “vivi come se dovessi morire subito, pensa come se non dovessi morire mai”. Parole che racchiudevano uno stile di vita: non a caso la biografia di Otto Skorzeny, l’aviatore tedesco che liberò Mussolini dal Gran Sasso, era intitolata “Vivere pericolosamente” (fu edita dalla casa editrice Il Borghese sempre negli anni Settanta). 

Anni lontani certo anche dal pensiero di Boccia, ma è difficile non rievocare quel clima ascoltando la sua citazione. La frase fu anche usata dal filosofo tradizionalista Julius Evola che teorizzava lo stile dell’impersonalità attiva di chi è capace di “cavalcare la tigre”. E addirittura fu ripresa da Moana Pozzi, che del resto confessò ai cronisti di essere una lettrice di Evola. E’ dunque una frase fortunata, che viaggia di generazione in generazione, e la cui origine è incerta. E’ possibile che Giorgio Almirante, ex professore di Lettere, abbia attinto a qualche autore classico. Di certo nel 1975 la frase finì sui manifesti del Msi con la foto dello stesso Almirante e ne furono tappezzati i muri di molte città. Circostanza ormai remota e tornata alla mente ascoltando proprio le parole di Boccia.