Dopo le proteste parla il blogger anti Putin: “La sua popolarità è intatta”

Putin? Più popolare di prima. Possibile? In molti hanno espresso un verdetto finale dando per conclusa l’era di Vladimir Putin subito dopo le manifestazioni di protesta dei giorni scorsi che hanno fatto il giro del mondo. Sono stati centinaia gli arresti durante le manifestazioni a Mosca e San Pietroburgo. A Mosca i fermi hanno superato quota 750. A San Pietroburgo i fermi sarebbero invece circa 900. Naturalmente le immagini di questa ondata anti Putin sono state diffuse in tutto il mondo, così come avvenne alla fine di marzo, allo scopo di far vedere da un capo all’altro del Pianeta  come su comporta il  Cremlino contro le forze di opposizione. Fialmente, si pensava tutti potranno vedere il volto truce del governo contro chi si oppone. Anche allora i politologi nostrani avevano dato Putin al capolinea della sua popolarità . Ma Putin è davvero in crisi con il Paese che governa? Hanno ragione i nostri opinionisti internazionali – che solitamente non ne azzeccano una- a ritenere che con questa ondata di proteste e di arresti Putin e la sua immagine sia spacciati? Ha risposto in un colloquio con il Messaggero il giurista e sociologo Serghej Davidis, blogger e oppositore di Putin, che da un lato ammette: “Il patto Putin-Paese inizia a scricchiolare”. Ma dall’altro però ammette che la partecipazione dei più giovani è ancora scarsa, internet oggi è più accessibile che in passato, quindi il loro interesse cresce. Dunque, in piazza giovani ce n’erano pochi. 

Il blogger anti Putin: “La sua popolarità è intatta”

Tutta questa esposizione mediatica, dunque,  non avrebbe scalfito la figura e la posizione di Putin, anzi. Spiega Serghej Davidis: «Lui non si interessa di questo aspetto e quanto è avvenuto non creerà problemi al suo rating di popolarità. La retorica del potere è semplice- spiega- : i provocatori hanno violato l’ordine pubblico. Le manifestazioni infatti non erano autorizzate  e hanno rovinato una festa sulla centralissima via Tverskaja. Di conseguenza sono stati arrestati. Questa costruzione furbesca di permettere una manifestazione e poi, di fatto vietarla serve a confondere l’opinione pubblica. Quindi sono le opposizioni a essere colpevoli!”.