Da “compagni” ad “amici”: per salvare l’Unità spuntano Costanzo e la De Filippi

L’ipotesi sembra fantasiosa ma è suggestiva e la fonte non è proprio l’ultimo arrivato ma uno degli storici dirigenti di Botteghe Oscure, Emanuele Macaluso. “Per salvare l’Unità si fanno i nomi di Maurizio Costanzo e di Maria…», scrive su Facebook lo storico dirigente del Pci, come ricorda un articolo di Lettera 43, che non prende affatto sottogamba la clamorosa indiscrezione. 

In un corsivo al veleno, dal titolo «Smettete di ripubblicare L’Unità fondata da Antonio Gramsci”, ormai da tre giorni lontano dalla edicole a causa di uno sciopero dei giornalisti, l’ex direttore del quotidiano comunista scrive testualmente: «Un tentativo è stato fatto, ma un giornale può vivere con editori che pensano ai loro affari e un Pd con un segretario che non ha nessun interesse ad un giornale aperto a sinistra? Evidentemente no. L’esigenza di ristrutturare il quotidiano che pare vendesse in edicola solo 7 mila copie non interessava né al Pd né ai costruttori. Ma a quanto pare non interessava nemmeno ai lettori. Si dice che i costruttori ora cercano altri soci e circola l’ipotesi di Maurizio Costanzo e signora Maria: anche loro, con la storia de L’Unità, non hanno nulla a che fare. La verità è che il quotidiano comunista, fondato da Antonio Gramsci, è morto con il Pci nel 1991. I tentativi di resuscitarlo sono stati fallimenti e avventure che hanno coinvolto anche bravi giornalisti ora allo sbando…».  Secondo Lettera 43, comunque, la coppia di editori Stefanelli-Pessina “starebbe cercando di fare il possibile per scongiurare un fallimento che ormai è dietro l’angolo”. E Costanzo, compagno storico di Maria De Filippi, sarebbe stato sondato, come tanti altri…. Da “compagni” ad “amici” il passo è breve…