Centri estivi, nuova batosta per le famiglie: costano un occhio della testa

Sono gli ultimi giorni di scuola e trovare centri estivi diventa fondamentale. Se i bambini frequentano le scuole elementari già da lunedì 12 giugno bisogna organizzarsi, se invece vanno ancora alla materna bisogna organizzarsi a partire dal 3 luglio. E, come ogni anno, bisogna farsi i conti in tasca perché la spesa non è indifferente. Per chi non ha alternative, 50 euro a settimana è l’investimento minimo. In molti quartieri delle grandi città, con l’aiuto dei volontari, le parrocchie si sono organizzate per garantire una copertura oraria almeno fino all’ora di pranzo a prezzi più bassi e accessibili da tutti.

Centri estivi, la proposta dell’Adoc

Secondo uno studio dell’Adoc il 60% delle famiglie vorrebbe fruire del centro estivo, ma solo il 25%, quindi una famiglia su 4, riesce a mandare i bambini almeno per una settimana. La scelta non è a buon mercato secondo l’associazione dei consumatori che parla di picchi spesa di poco inferiori a 300 euro a settimana: una soluzione che se dovesse essere adottata per i due mesi estivi avrebbe un costo di 1.320, cioè sottolinea l’Aduc uno stipendio. In merito invece ai centri comunali si spende in media tra i 35 ai 45 euro, con riduzioni dal secondo figlio in poi ed è gratuito per genitori con un Isee molto basso, ma tutto ciò è variabile da Comune e Comune. L’Adoc, proprio per gli alti costi, lancia la proposta di rendere detraibili le spese dei campi estivi come per le spese per l’istruzione scolastica. «Può essere un valido sostegno per le famiglie ed anche le strutture – afferma Roberto Tascini, presidente dell’Adoc – in questo modo potrebbero incrementare gli investimenti, aumentare gli standard di qualità e sicurezza a vantaggio di tutti».