Camorra, in manette tre imprenditori di Posillipo: su Fb foto con Higuain e Maradona

“Sono amici fraterni”. E con loro scattavano foto di cui vantarsi suo social: calciatori, del passato remoto, come Diego Maradona, del passato prossimo, come Higuain, e del presente, come il portiere del Napoli Pepe Reina e l’attaccante Callejon. I vip, ovviamente, sono estranei a qualsiasi accusa di camorra ma quelle immagini – postate su Fb – sono finite nel fascicolo dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Gabriele, Giuseppe e Francesco Esposito, esercenti nel settore della distribuzione e della commercializzazione di giocattoli: i tre fratelli imprenditori, che organizzavano la bella vita e parte delle loro attività criminose, secondo la Procura, nella zona di Posillipo, sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea ed eseguita dal Centro operativo Dia di Napoli. Sono ritenuti responsabili di aver intestato fittiziamente a un prestanome un’agenzia di scommesse in piazza Mercato a Napoli, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali, con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare le attività criminali di clan camorristici attivi nella zona centrale di Napoli. 

La camorra proteggeva gli imprenditori

I fratelli Esposito, ricorda il procuratore aggiunto Filippo Beatrice, sarebbero legati da rapporti di parentela ai fratelli Bruno, Mario e Vincenzo Palazzo, quest’ultimo reggente del clan Sarno, detenuti, ai quali avrebbero fornito sostentamento economico. Gabriele Esposito inoltre ha già riportato una condanna in primo grado alla pena di 7 anni di reclusione in quanto considerato affiliato al clan. Le indagini hanno consentito di accertare come i fratelli Esposito abbiano assidue frequentazioni con noti esponenti della criminalità organizzata del centro di Napoli, in particolare con Ettore Bosti, considerato esponente di vertice del clan Contini. La vicinanza al clan Contini avrebbe consentito loro di godere di protezioni rispetto a richieste estorsive provenienti da gruppi criminali.

Le paginate di foto con i vip (assolutamente estranei alle indagini) non sono sfuggite all’analisi degli uomini della Dia, che hanno potuto ricostruire le attività dei presunti boss anche attraverso la tracce degli spostamenti lasciate sul web.