Bruxelles, anche questo kamikaze viveva a Molenbeek, bastione dell’odio jihadista

Dunque, dopo una notte di paura e di indagini, il presunto autore del fallito “attacco terroristico” della scorsa notte alla stazione di Bruxelles è stato identificato: e tra atti secretati e informazioni rivelate dai media, il  ministro dell’Interno belga Jan Jambon, senza rivelare l’identità dell’uomo ucciso dalla polizia dopo un’esplosione che fortunatamente non ha provocato vittime, conferma rumors e sospetti fa capire che si tratterebbe di un 37enne di Molenbeek.

L’attentatore, un 37enne di Molenbeek

Un nome e un volto che, a quanto trapela, non figurerebbe sulla lista dell’OCAM (l’organo di coordinamento e analisi della minaccia ), ma che sarebbe comunque noto alle forze dell’ordine per altri fatti. Le indagini sono in corso, ha detto ancora il ministro dell’Interno elogiando la buona cooperazione delle forze di sicurezza e la tempestività dell’intervento che ha evitato una strage. “Sono felice di aver mantenuto i militari per strada. Purtroppo, abbiamo bisogno di eventi come questo per renderci conto che è stata una buona decisione”.

La bomba era potente: strage evitata

Poi, senza fornire troppi dettagli, Jambon ha confermato che la bomba, “che non era una piccola bomba”, che il sospetto aveva con sé non è esplosa. “Il peggio è stato evitato, poteva essere una strage”, ha ribadito infatti il titolare del dicastero degli Interni. E non a caso, secondo quanto scrive La Libre Belgique, l’ordigno sarebbe stato una bomba piena di chiodi costruita proprio per colpire e uccidere il più alto numero possibile di vittime.

Molenbeek, quel covo di miliziani dell’odio

E così nelle cronache dell’orrore, quelle che riportano ai giorni più bui della storia d’Europa colpita al cuore dall’odio per il nemico occidentale professato a suon di stragi dai miliziani islamisti, torna Molenbeek, il quartiere che si trova a ovest del centro di Bruxelles. Appena sei chilometri quadrati, in cui sono concentrati a circa 100.000 abitanti, tutti immigrati provenienti dal Nord Africa e da altri paesi arabi. Come gli altri quartieri della capitale belga, ha una grande autonomia dall’amministrazione comunale di Bruxelles. E come poche altre realtà urbane d’Europa assembla i personaggi più pericolosi che, tra cani sciolti, lupi solitari e cellude dormienti, sono ormai da tempo nel mirino dell”intelligence. Riflettori puntati – ancora e ancor di più – dunque su Molenbeek, il cosiddetto «bastione» del jihadismo europeo che il ministro degli Interni belga Jan Jambon ha promesso di «ripulire», e che il polemista francese Eric Zemmour esortò direttamente a «bombardare»…