Bimbo morto di morbillo, il medico: «I fratellini non c’entrano nulla»

“Non è vero, i fratellini non c’entrano nulla con il morbillo” che ha ucciso il bimbo di 6 anni malato di leucemia, ricoverato da mesi al San Gerardo di Monza per complicanze legate alla malattia esantematica che alla fine lo hanno stroncato. È netto, e non nasconde il suo dolore per quanto ha letto sui giornali il dottor Andrea Biondi, primario della clinica pediatrica al San Gerardo di Monza, che ha assistito il bimbo. “Siamo sicuri di questo, perché i fratellini hanno avuto il morbillo in un momento successivo, dunque la conclusione cui sono arrivati alcuni media è infondata. Il problema è un altro: quando la soglia si abbassa, i più deboli pagano”.

Biondi si dice “devastato, non solo dal sentimento di sconfitta per aver perso il nostro piccolo paziente – confida all’Adnkronos Salute – ma anche perché è stata caricata una famiglia di un peso che è un dramma nel dramma. Provo un dolore grandissimo, fin da stamattina, quando ho aperto i giornali”. È stato scritto che il bimbo sarebbe stato contagiato dai fratelli. “Semplicemente non è vero. La sua unica protezione – ribadisce il medico – sarebbe stata l’immunità di gregge”. Ma i tassi di vaccinazione sono scesi pericolosamente in Italia, dove i casi di morbillo dal 1 gennaio sono più di 3000. Il piccolo era stato contagiato a metà marzo, e le sue condizioni sono progressivamente peggiorate. Per un bimbo con la sua patologia “il morbillo è particolarmente insidioso”, ricorda l’esperto. Biondi sottolinea infine che l’organismo del bambino era debilitato dalla malattia e dalle cure cui era sottoposto. Anche un’eventuale vaccinazione in questo caso poteva non bastare. “Per lui l’unica difesa era l’immunità di gregge”.