Berlino, prima moschea “liberale”: uomini e donne tutti insieme

A Berlino è stata inaugurata la prima moschea accessibile a tutti i fedeli musulmani, senza distinzioni tra uomini o donne, sciiti o sunniti. Il progetto è frutto del lavoro di Seryan Ates, avvocatessa e scrittrice turca, di origini curde, nonché attivista per i diritti delle donne, che vive in Germania da quasi 50 anni. Nella moschea le donne potranno pregare insieme agli uomini, predicare e scegliere liberamente se indossare o no il velo. Inaugurata nel distretto di Moabit, la moschea “Rushd-Goethe” è simbolo di apertura e modernità già dalla scelta del nome, che unisce uno dei più influenti filosofi islamici medievali, l’andaluso Ibn Rushd, meglio noto come Averroè, al drammaturgo tedesco Johann Wolfgang von Goethe. La moschea occupa alcuni locali all’interno della chiesa protestante di San Giovanni, ma per la fondatrice si tratta solo una soluzione provvisoria: «Spero che prima o poi avremo una vera e propria moschea, in un edificio autonomo». A tenere le prediche durante la grande preghiera del venerdì si alterneranno un imam uomo e un imam donna, una commistione che contrasta con la tradizione islamica canonica. Ates, inoltre, ha invitato Ludovic-Mohamed Zahed, un imam omosessuale di origini algerine, fondatore di un’altra moschea “liberale” presso il porto francese di Marsiglia, ad affiancare i due predicatori. La Federazione di gay e lesbiche in Germania (Lsdv), ha salutato con entusiasmo l’iniziativa.

Prima moschea senza distinzioni

Un suo membro, Joerg Steinert, ha annunciato l’avvio di un partenariato con la “Rushd-Goethe”, aggiungendo che Berlino ha bisogno di un “Islam illuminato”. Per Ates, immigrata a Berlino con i genitori all’età di sei anni, l’inaugurazione della “Rushd-Goethe” è una tappa per passare dalla teoria alla pratica, dopo anni di lavoro per l’apertura di un locale dedicato ai musulmani “liberali” e per il rispetto dei diritti della donne. Il suo attivismo l’aveva portata a diventare nel 1984 “Consigliera delle donne turche”, incarico che le è quasi costato la vita, quando un “marito furioso” ha cercato di ucciderla sparandole un colpo d’arma da fuoco. Un anno fa, quando l’attivista aveva presentato il progetto “Rushd-Goethe” per la prima volta, Ates aveva parlato della necessità di aprire «a Berlino, proprio nel cuore dell’Europa, una nuova moschea di misericordia, dove siano insegnati valori come generosità, perdono, compassione e libertà» in quanto «troppe moschee predicano un Islam dell’altroieri». In coincidenza con l’apertura della moschea “liberale”, Ates ha pubblicato il libro “Salam, signora Imam”, in cui spiega la sua iniziativa e parla del conservatorismo della comunità turca in Germania. In un altro scritto del 2009, dal titolo L’Islam ha bisogno di una rivoluzione sessuale, la scrittrice sostiene che il mondo musulmano debba sottoporsi ad un processo per il raggiungimento di una coscienza sessuale. Il libro aveva scatenato forti critiche da parte della comunità islamica tedesca.