Ballottaggi, Renzi non parla di politica e si consola con Valentino Rossi

Passi per Marco Lotti, che almeno è legittimato dalla delega allo sport, ma che anche Matteo Renzi, per giunta nel giorno del ballottaggio e dopo un’afasia politica di non pochi giorni, trovi il tempo di commentare la splendida vittoria di Valentino Rossi al Gran premio d’Olanda, sul circuito di Assen, è persino avvilente. Certo, la politica non è più quella seriosa e paludata di un tempo, ma neppure sta scritto da qualche parte che per essere alla moda un rappresentante delle istituzioni di tutto possa e debba parlare tranne che di politica. Se si pensa che sia un tema sgradito all’opinione pubblica, si desiste dal farla. Semplicemente. Invece, la si vuol fare facendo finta di prenderne le distanze. D’altra parte con Facebook e Twitter tutto è più informale, casual e molto social. E infatti Renzi proprio Fb ha usato. Ecco il suo post post-politico e post-ideologico: «Per noi amanti dello sport fine settimana con più luci che ombre. Peccato per la Ferrari anche se comunque Vettel mette in cascina altri due punti in più di Hamilton. Ma il weekend sportivo è segnato da alcune prodezze, tra le quali mi è impossibile non citare quella di Federico Bernardeschi nell’under 21 che vola in semifinale. Ma il gradino più alto del podio, tanto per cambiare, spetta a lui, Valentino Rossi che vince in Olanda. Ormai sono finiti anche gli aggettivi per definirlo: semplicemente giù il cappello per un pilota che a 38 anni continua a entusiasmare il mondo». Fossimo il direttore della Gazzetta dello Sport domani usciremmo con la prima pagina imbiancata in segno di protesta contro questo palese furto di mestiere. Ma siamo uomini di mondo e non ci sfugge che lo sport è instrumentum regni sin da quando «l’uomo inventò il cavallo», per dirla con Enrico Montesano. La politica vi ha sempre gironzolato intorno ben sapendo quanto può essere redditizio in termini di consenso e di popolarità. Persino un totus politicus come Andreotti vi si adeguava capendo che aveva poco senso essere romano senza essere romanista. Non per niente sacrificò al Senato il filosofo Augusto Del Noce per farvi entrare Dino Viola, presidente del club giallorosso. Ma questi erano fatti. Il post di Renzi, al contrario, aggiunge solo chiacchiere a chiacchiere. Un parlar d’altro per tacere di politica nel giorno dei ballottaggi. Quasi ne fosse dimenticato. Speriamo allora che siano gli elettori, sportivi compresi, a rinfrescargli la memoria.