A 92 anni cade dalla barella al pronto soccorso: urla, lago di sangue, denunce

Cade dalla barella mentre è in attesa al pronto soccorso, si rompe naso, femore e riporta un trauma cranico. È accaduto a una 92enne di Selva Candida, alla periferia di Roma, Anna C.. I familiari, come si legge su Messaggero,  hanno presentato una denuncia. «Mia suocera era entrata al San Filippo Neri per fare una lastra al ginocchio dolorante, l’hanno lasciata sulla barella per un’ora da sola, senza vegliarla – dice il genero, Roberto Matutini – Pesa 120 chili, è disabile con l’accompagno, dev’essersi girata e rovinata a terra di faccia. Mia moglie e mia cognata che erano lì fuori hanno sentito le urla e poi l’hanno trovata in un lago di sangue. Da venerdì sera, al momento dell’incidente, era ancora ricoverata in Osservazione, senza essere stata portata in reparto. Mia suocera si è rotta i femori, ha un trauma cranico, un trauma maxillo facciale al naso scomposto. Per l’età che ha è come condannarla a morte».

Cade dalla barella, il soccorso 

La signora Anna, riporta il Messaggero,  aveva chiamato il 118 venerdì poco dopo le 19. «Vive al secondo piano senza ascensore e i sanitari dell’ambulanza hanno ritenuto di portarla loro al pronto soccorso per fare una lastra», racconta ancora il genero. Secondo quanto riscostruito dall’ospedale però, l’anziana sarebbe entrata in pronto soccorso in codice giallo per un “trauma all’arto inferiore sinistro” e non al ginocchio. Era sulla barella “spinale”, ossia quella più rigida dove il 118 mette in sicurezza chi ha riportato traumi maggiori degli arti, spinale a sua volta posizionata sopra una barella normale del pronto soccorso. Medici e infermieri di turno assicurano che a una figlia era stato consentito di assistere la madre all’interno del triage in attesa della visita. Poi la caduta.

«Il femore era già rotto»

«Dagli esami successivi – spiega il dottore Massimo Magnanti, primario del pronto soccorso – è emersa la frattura delle ossa nasali al momento non ritenuta di interesse chirurgico dall’otorino, un trauma cranico e la frattura del femore sinistro che si può presumere fosse già presente all’arrivo della paziente, la quale non ha alterazioni nuove dello stato di coscienza. La sera stessa, infatti, abbiamo effettuato una tac che ha escluso emorragie cerebrali e, per rifarla a circa 12 ore di distanza ed escludere complicanze poiché la donna assume terapie anticoagulanti, abbiamo deciso di tenerla in Osservazione qui in pronto soccorso dove può essere tenuta più strettamente sotto controllo rispetto ad altri reparti. Stamani ha ripetuto la tac cranio di controllo, risultata negativa per lesioni cerebrali, è stata sottoposta alle visite ed è stata affidata all’Ortopedico che ne ha disposto il ricovero per l’intervento al femore. In reparto ha già firmato per il consenso. Siamo comunque assolutamente dispiaciuti per avvenimenti che non dovrebbero mai accadere in una struttura sanitaria ma che, talvolta, si verificano in modo del tutto imprevedibile».

La relazione del 118

La direzione ospedaliera, si legge ancora sul Messaggero,  ha disposto un’indagine interna per fugare ogni dubbio sulla condotta del personale medico sanitario. Da quanto trapela, la relazione clinica redatta dagli operatori del 118 e che accompagnava la paziente all’ingresso del pronto soccorso, parlava già di «arto inferiore sinistro accorciato ed extraruotato», segni equivalenti della frattura del femore.