23 anni fa moriva Massimo Troisi: ecco 5 indimenticabili scene dei suoi film (VIDEO)

Sono 23 anni che Massimo Troisi non c’è più: il suo cuore, troppo grande e provato, ha smesso di battere mentre l’attore e regista napoletano riposava in un pomeriggio come tanti, dopo pranzo. Un’impresa rdua quanto inutile, data la sua fama, ripercorrere le tappe del suo successo, dagli esordi all’addio, dal cabaret alla radio, dal teatro comico al cinema di respiro internazionale. Una parabola artistica ed esistenziale, la sua, interrottasi troppo presto, ma che ci ha regalato ingegnose escursioni sui temi di varia natura e umanità, risate grasse e soddisfatte, momenti di profonda commozione e poesia. Uno dei fenomeni cinematografici più clamorosi degli anni Ottanta, per i dubbi e le illusioni di un’intera generazione incastonati nella cornice di una trama sdrammatica, ora divertente, ora struggente, che Troisi ha sempre dedicato ad una sua personalissima filosofia di vita, incentrata sull’arte – tutta napoletana – di sapersi accontentare,sulla capacità di cogliere il particolare delle cose, delle situazioni e delle persone, trasformandolo in intima e originalissima analisi e maschere: le sue. E allora, ci piace ricordarlo in alcuni, indimenticabili momenti dei suoi film che, da Ricomincio da tre a il Postino, hanno contribuito a formare e nutrire il suo mito, la sua poliedrica e ammaliante personalità istrionica.

I video di 5, indimenticabili sequenze con Massimo Troisi

Ricomincio da Tre:  è il primo film dietro la macchina da presa dell’attore napoletano. Uscito nel 1981, la pellicola ebbe un grande successo di pubblico e di critica, tanto da valere a Massimo Troisi incassi record e il riconoscimento auoterevole (che mescola alchemicamente critica e mercato) di due David di Donatello: quello per il miglior film e per il migliore attore. Non a caso, peraltro, il film detiene a tutt’oggi il record di maggiore permanenza nelle sale cinematografiche italiane, con più di 600 giorni di programmazione.

Scusate il ritardo è la seconda opera di Troisi, arrivata a due anni dall’esordio cinemtaografico di Ricomincio da tre. Il film è stato considerato dalla critica l’opera migliore dell’autore partenopeo, visto lo spessore tematico e registico e la forza e l’efficacia con cui Troisi riesce a scavare all’interno della sua anima, intorno all’universo dei sentimenti, dentro il suo cuore. Esilarante la scena riportata nel video condivisa con l’amico Lello Arena, suo partner prediletto dai tempi cabarettistici de La Smorfia.

Non ci resta che piangere. Siamo nel 1984 e il film,al vertice della hit degli incassi della stagione 1984-1985, è il preziosissimo prodotto realizzato dalla collaborazione artistica tra due talenti comici fuori dal comune, e allìepoca dell’uscita del film, decisamente al massimo delle loro capacità: il napoletano e il toscano, due modi differenti, ma affini di irridere la realtà, una formidabile cornice narrativa per cui ogni paradosso diventa assolutamente legittimo e una voglia di giocare e di divertirsi sul set che viene prima di qualsiasi struttura narrativa o artificio registico prestabilito. Insuperabile la scena che riproponiamo nel video della stesura della lettera indirizzata a Savonarola, per molti assurta ai livelli semi-divini raggounti dall’accoppiata Totò e Peppino nella scena della lettera dei fratelli Capone…

Che ora è, il titolo che segna il magistrale incontro-confronto tra due grandi della settima arte come Marcello Mastroianni e Massimo Troisi, nei ruoli – rispettivamente – di un padre e un figlio il cui rapporto è dominato dall’incomunicabilità. Ma i due, alle prese con una prova d’attore da antologia, arriveranno nel finale a sciogliere il groviglio di affetto e recriminazioni reciproche, vincendo imbarazzi e rigidità dell’incontro nell’abbandonarsi sereni  a un gioco infantile nel quale Troisi, imitando i gesti del nonno paterno, estrae l’orologio d’argento dalla giacca e risponde orgoglioso ed impettito alla domanda: Che ora è?

Il Postino: è l’ultima interpretazione dell’attore, scomparso solo 12 ore dopo la fine delle riprese; il film è ispirato a Il postino di Neruda, romanzo scritto dal cileno Antonio Skármeta. La pellicola, che registra l’ultima fatica istrionica dell’attore e regista napoletano, è il titolo che ha sublimato e internazionalizzato il nome, indimenticabile, di Massimo Troisi…