Voto ai 16enni? Grillo arriva tardi, lo propose nel 2008 Giorgia Meloni…

“Gli eroi sono tutti giovani e belli…”, cantava Francesco Guccini nella sua Locomotiva. I versi furono poi ripresi per realizzare un manifesto di estrema destra in cui era raffigurato Pavolini e i giovanissimi della Guardia nazionale repubblicana della Rsi. Sì, perché i giovani sonio sempre stati l’anima della destra, e non solo in Italia. Da loro è partita qualsiasi iniziativa rivoluzionaria, loro scendevano in piazza per primi, loro hanno pagato il più alto tributo di sangue per questo nostro sventurato Paese, dai Ragazzi del’99 alle giovani vittime degli anni di piombo alle centinaia di arrestati per reati di opinione. Dal fascismo, alla guerra, al Movimento Sociale italiano c’è sempre stato questo filo rosso che ha legato i giovani alla dedizione alla patria e alle loro idee. Il Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del Msi, era il gruppo giovanile più forte d’italia, superiore anche dalla Fgci del Pci. E adesso i grillini rilanciano quest’idea, che ci trova ovviamente concordi, ma in bocca loro è solo una minestra riscaldata. Oltre alla battaglia di qualche decennio fa, sul voto ai 18 anni (quando l’età minima per elettorato attivo e passivo era di 21 anni) portata avanti – e vittoriosamente – dai ragazzi del Fronte della Gioventù contro le vecchie burocrazie democristiane e comuniste, la prima forza politica in tempi recenti a chiedere il voto per i sedicenni è stata Alleanza Nazionale con il ministro della Gioventù Giorgia Meloni che lanciò l’idea nel 2008. La meloni era un esempio vivente di questo modi di intendere la politica ela gioventù, perché cominciò a fare l’attivista molto prima dei 16 anni, nella storica sezione missina della Garbatella. Nel 2015 poi le fece eco anche Matteo Salvini, parlando a Bologna, ricordando l’esempio dell’Austria e chiedendo il diritto di voto per i sedicenni. Certamente i tempi sono più che maturi per una iniziativa di questo genere: negli ultimi anni i giovani, tramite il web, hanno acquisito coscienza politica, maturità e voglia di mettersi in gioco: lo dimostrano le organizzazioni studentesche giovanili della destra che sono sempre in prima linea per chiedere un mondo migliore di questo. Come fecero i 16enni che si arruolarono nella Repubblica Sociale Italiana e come fecero i giovani che nell’immediato dopoguerra lottarono – e morirono – per Trieste italiana. E negli anni Settanta le sezioni del Msi erano piene di minorenni, che per anni sostennero il peso di una persecuzione contro di loro che mai li piegò. Lo disse anche Marinetti col suo Futurismo: sono i giovani il nerbo di qualsiasi nazione, diamo loro fiducia. E allora per questo la proposta tardiva e demagogica di Grillo ci fa sorridere: noi veniamo da lontano e sappiamo bene che se si può morire a 16 anni per la propria idea, si può anche votare.