Vince Macron, ma non l’Europa. E Marine pensa già alle legislative

I suoi sostenitori hanno cominciato a sventolare le bandiere francesi e quelle europee già pochi minuti prima delle otto, sulla spianata del Louvre. Poi il primo exit poll ha confortato il loro entusiasmo: Macron con il 65,5% è l’ottavo presidente della V Repubblica. Marine Le Pen si ferma al 34,5%. Macron ha, poco dopo l’annuncio dei primi exit poll, fatto sapere di aver ricevuto una breve telefonata di congratulazioni e augurio di buon lavoro dall’avversaria Marine Le Pen. 

Il confronto tra i due candidati è stato trasformato, dopo il primo turno, in uno scontro tra l’Europa e i suoi nemici. Ma davvero si può dire che l’Europa esce vittoriosa dalle urne francesi come ha voluto commentare a caldo Angela Merkel? Occorre infatti interrogarsi sulla reale dicotomia messa in gioco da queste elezioni presidenziali, e cioè il dualismo tra chi sta in alto e chi sta in basso. Se l’Europa continuerà a ignorare i disagi e le necessità di chi “sta in basso” difficilmente potrà considerarsi legittimata dal consenso delle popolazioni europee. 

Da dove proviene il consolidamento del consenso per Macron? Sicuramente in parte dall’opera di demonizzazione messa in atto ai danni della leader del Fn man mano che il personaggio diventava pericoloso per l’establishment, ma anche, come ha sottolineato Maurizio Gasparri, dal fatto che il fronte gollista non ha voluto sostituire l’azzoppato Fillon. “Macron, del resto – afferma Gasparri – non deve essere interpretato come l’espressione di un consenso a un’Europa che vacilla. Diventa presidente dei francesi soltanto per l’ottusità dei gollisti che hanno rinunciato, dopo il fallimento dei socialisti e di Hollande, ad una vittoria a porta vuota. Se avessero ritirato Fillon, comunque compromesso dalla vicenda dei contributi ai familiari, e avessero candidato chiunque altro adesso commenteremmo un chiaro successo del centrodestra. L’errore è stato dei gollisti che adesso devono organizzarsi per le elezioni legislative di giugno”.

Le parole di Marine Le Pen, subito dopo avere appreso i risultati, sono state di fiducia nel fronte patriottico che si è coagulato attorno alla sua candidatura, con l’occhio rivolto alle prossime legislative dell’11 giugno: “E’ stato un risultato storico, abbiamo visto la decomposizione dei partiti tradizionali, a tutti i patrioti dico: venite con noi!”. Il risultato ha dunque dimostrato, nonostante la meta non sia stata raggiunta, che in Francia si sente forte il bisogno di un recupero dell’identità, del patriottismo. Il Front National ha dunque imboccato la strada giusta anche se per essere all’altezza della sfida deve “rinnovarsi profondamente”. 

Il neo presidente Emmanuel Macron ha affidato a twitter le sue prime parole: “Oggi inizia una nuova era di speranza e di fiducia per la Francia”.