Venezuela, Maduro: «Riformiamo lo Stato». L’opposizione in piazza

Ancora scontri e proteste in Venezuela. Il presidente Nicolas Maduro ha annunciato la convocazione di una nuova Assemblea costituente per «riformare lo Stato». «Io non voglio la guerra civile», ha scandito, parlando ieri ai suoi sostenitori alla manifestazione del primo maggio a Caracas, mentre nel resto del Paese continuavano gli scontri tra la popolazione e la polizia. Quindi, l’annuncio che, sulla base delle «prerogative presidenziali come capo di Stato convoco il potere costituente originario per ottenere la pace che serve alla Repubblica e per sconfiggere il golpe fascista».

Venezuela, l’opposizione accusa Maduro

La mossa di Maduro è stata subito denunciata dall’opposizione come una “frode” tesa ad impedire le elezioni. «Il colpo di stato continua – ha scritto il leader dell’opposizione, Henry Ramos Allup, su Twitter – quello che Maduro ha ideato non è costituzionale, perché non avere elezioni da tempo necessarie?».  Nel comizio per il primo maggio a Caracas, Maduro ha detto che l’assemblea costituzionale intende riscrivere le leggi costituzionali per «riformare lo stato, specialmente quell’Assemblea Nazionale marcia», riferendosi al Parlamento che è controllato dall’opposizione. L’obiettivo dell’Assemblea sarà, ha aggiunto, «ottenere la pace di cui ha bisogno la Repubblica per sconfiggere la violenza fascista».  Non ha comunque chiarito se la convenzione riformerà l’attuale costituzione, in vigore dal 1999, o dovrà abolirla per riscriverla. Quello che Maduro ha chiarito che l’assemblea sarà formata dal popolo e non dai partiti politici, con la partecipazione di cittadini e lavoratori nel rispetto dell’articolo 347 dell’attuale costituzione. In questo modo, denuncia ancora l’opposizione, il presidente intende riempire l’assemblea di persone a lui fedeli per poterla controllare.

Le proteste antigovernative

Le dichiarazioni di Maduro arrivano dopo un mese di proteste antigovernative che hanno provocato la morte di almeno trenta persone, il ferimento di 500 persone e 1200 arresti. Le proteste sono continuate anche ieri con migliaia di venezuelani che hanno manifestato a Caracas e la polizia che è intervenuta con lancio di lacrimogeni, in quella che Ramos Allup ha definito una «brutale repressione». Il movimento è partito il 4 aprile scorso dopo che la Corte Suprema ha emesso una sentenza, poi revocata, per togliere il potere all’Assemblea Nazionale. L’opposizione chiede nuove elezioni, il rilascio dei prigionieri politici, il pieno ritorno dei poteri all’Assemblea Nazionale e l’accesso ad aiuti umanitari per alleviare la grave situazione economica in cui versa il Paese, dove ormai mancano medicinali e cibo.