Uber torna legale: ecco i pro e i contro per clienti e taxi

Uber potrà continuare ad operare in Italia mediante il servizio UberBlack. È Uber a renderlo noto illustrando un’ordinanza del Tribunale di Roma, che ne ribalta una del mese scorso. «Siamo davvero felici di poter annunciare a tutte le persone e agli oltre mille autisti partner di Uber che potranno continuare ad utilizzare la nostra applicazione in Italia. Ora più che mai è forte l’esigenza di aggiornare la normativa datata ancora in vigore, così da consentire alle nuove tecnologie di migliorare la vita dei cittadini e la mobilità delle città» commenta Uber.

La App Uber Black torna operativa

Il Gruppo Uber – di cui il tribunale ha accolto il reclamo, respingendo il ricorso dei tassisti – potrà, dunque, continuare ad operare in Italia mediante il servizio Uber Black. Uber Pop, il servizio del colosso californiano che consentiva a chiunque di accettare passaggi, senza licenze, è e rimane illegale come stabilito dal Tribunale di Milano nel 2015.  

Tassisti, Uber e l’emendamento Lanzillotta

Il Tribunale di Roma ha ritenuto così di dare attuazione alla decisione del Parlamento di sospendere sino al 31 dicembre prossimo alcune norme della legge nazionale che disciplina il settore taxi e noleggio con conducente. La sospensione era stata introdotta nella legge di conversione del decreto Milleproroghe con il cosiddetto emendamento Lanzillotta e aveva scatenato le proteste dei tassisti dello scorso febbraio.

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Uber: “Il futuro non si può fermare”

Attualmente solo il 3% della popolazione italiana usa il taxi. Il più delle volte solo i ceti più agiati, o non ha proprio altra scelta. E l’80% delle corse viene effettuato solo nelle grandi città. Su queste basi il governo e il parlamento devono legiferare sapendo che le scelte sono due: liberalizzare il mercato, aprirlo, o correre il rischio di rendere illegale tutto ciò che non è taxi. Intanto, Uber Italia ha festeggiato sul proprio account Twitter con la frase “Il futuro non si può fermare”.