Trentino, regione modello di sostegno alla maternità. Bocciata la Sicilia

Il riconoscimento della regione più “mother friendly” d’Italia spacca diametralmente in due il Belpaese: e se il Trentino Alto Adige è sul podio dell’efficenza welfare in termini di disponilbilità e servizi, la Sicilia è invece il suo opposto all’ultimo gradino della singolare hit, fanalino di coda dietro a tutti.

Il report sulle regioni “mother friendly” 

Il rapporto che, nell’imminenza della Festa della mamma che sta per essere celebrata domenica prossima (14 amggio), sottolinea promossi e bocciati della singolar tenzone alla conquista dell’equilibrio tra vita lavorativa e carichi familiari  – la sfida più grande per le donne italiane che scelgono di diventare madri – e li fissa nero su bianco nel II Rapporto “Mamme equilibriste” proposto da Save the Children. Dal quale emerge il quadro di una scissione profonda tra nord e sud. Non solo: il report evidenza come le donne italiane diventino madri sempre più avanti negli anni (31,7 l’età media al parto), e come e perché siano spesso costrette a rinunciare al lavoro e al tempo libero a causa degli impegni familiari (l’Italia occupa il penultimo posto per tasso di occupazione femminile nell’UE a 28 Paesi) e di un welfare che non riesce a sostenere le donne che decidono di mettere al mondo un bambino. Un quadro disarmante, quello che emerge dal II Rapporto “Le equilibriste: la maternità tra ostacoli e visioni di futuro”, incentrato sulla condizione materna in Italia, e che evidenzia come ci siano degli squilibri regionali evidenti tra le regioni del Nord, più virtuose rispetto alle regioni del Sud, dove la condizione delle madri fatica a migliorare.

Il Trentino Alto Adige modello virtuoso di sostegno alla maternità

Vediamo allora la classifica al completo che anche quest’anno vede il Trentino-Alto Adige confermarsi regione “mother friendly” per eccellenza, seguita da Valle d’Aosta, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto e  Toscana. Una hit che, tra modelli vistuosi e impedimenti sociali, vede la Sicilia (20°) registrare la performance peggiore a livello nazionale, preceduta da Calabria (19°), Puglia (18°), Campania (17°) e Basilicata (16°), evidenza un divario tra Nord e Sud, drammatico e sempre più inaccettabile.