Travestito da donna adescava ragazzini fuori scuola. E non solo…

Si travestiva da donna poi, non contento di attirare per questo l’attenzione dei più, era solito gettare denaro da una finestra che dà su una scuola all’ora d’uscita dei ragazzini, in modo da catturare la loro attenzione per poi convincerli a salire in casa a consumare rapporti sessuali con quella che i poveri malcapitati pensavano fosse una “femme fatale”. 

Adescava ragazzini travestito da donna: a processo

In poche parole, insomma, travestito da donna adescava minorenni all’uscita di scuola lanciando monete e banconote dalla finestra: e adesso l’uomo finito alla sbarra si siederà in aula il prossimo 22 giugno, data d’inizio del processo a carico del 40enne brasiliano arrestato lo scorso dicembre dai Carabinieri di Reggio Emilia con l’accusa di gravi e reiterati abusi sessuali nei confronti di tantissimi ragazzini: perché tantissime sono state le vittime finite nelle sue grinfie nell’arco di oltre 10 anni. Il Procuratore Capo di Bologna, Giuseppe Amato, ha richiesto il giudizio immediato per lui, mentre l’“orco in gonnella” – come è stato ribatezzato l’imputato – ha chiesto il giudizio abbreviato, che gli consentirà in caso di condanna di beneficiare di uno sconto di un terzo della pena. Comunque vadano le cose, comunque, c’è da dire che in questo caso al danno si unisce anche la beffa: il brasiliano ora accusato dei reati di cui sopra, trasferitosi ad abitare a Reggio Emilia, aveva chiesto lo status di rifugiato politico poiché a suo dire discriminato sessualmente nel paese di origine. così, non contento, vestendosi da donna, l’uomo aveva assunto l’identità di una inesistente cugina facendo cadere nella sua rete decine e decine di ragazzini che in alcuni casi non andavano neanche a scuola preferendo ricevere le prestazioni sessuali a casa di quella che ritenevano essere una ragazza particolarmente disinibita, spesso vedendo anche film pornografici di ogni tipo in sua compagnia.

Spesso filmava e postava in rete i video delle sue “avventure”

E allora, sarebbero centinaia i rapporti sessuali avvenuti in quella casa nel corso degli anni. L’uomo inoltre era solito filmare di nascosto alcuni degli incontri e in altri casi acquistava dai ragazzini foto e video pedopornografici, che si faceva spedire tramite Whatsapp e Facebook e che poi ripostava in rete. Gli adescamenti avvenivano anche sui “social” dove il quarantenne sudamericano utilizzava falsi profili femminili per corrompere altri minorenni, sempre scelti dopo un’accurata selezione fisica. In altre occasioni il 40enne, vestito da uomo, frequentava parchi pubblici cittadini e aree sportive parrocchiali, in cui si inseriva nelle compagnie di ragazzini, carpendo sibillinamente la loro fiducia. Qui, dopo aver scelto il ragazzino di suo gradimento, pubblicizzava la disinvoltura sessuale e le disponibilità economiche dell’inesistente cugina, salvo poi correre subito a casa e, dopo averne assunto abilmente le sembianze, aprire la porta al minorenne di turno.