Torna #boicottaLidl. “Licenziano operai, difendono Rom ma con la mafia…”

“Non era un caso se preferivano gli zingari ai lavoratori…”. Sui social le disavventure giudiziarie della catena tedesca di supermercati, la “Lidl”, fanno riemergere dalle retrovie di Twitter quel’hashtag, #boicottaLidl, lanciato dopo il licenziamento di due operai accusati di aver chiuso in gabbia (per scherzo, sostenevano loro) due donne Rom che si aggiravano nel deposito merci per racimolare cose.

Accusati di affari con alcuni clan mafiosi, i vertici della società sono oggi finiti immediatamente nel mirino del leader della Lega Nord Matteo Salvini, che ha cliccato un articolo di Repubblica che riportava i contenuti dell’inchiesta milanese con l’aggiunta di un suo commento: “confermo, #boicottaLidl”.
La rete gli è subito andata dietro: “Brava gente che difende i rom licenzia i dipendenti onesti e fa affari con la mafia”, “Non soltanto le rom… anche la mafia rovistava alla Lidl”.

Ironie pesanti, frutto dello spirito cattivista dei social, ma in realtà l’inchiesta è ancora all’inizio e nessuna sentenza sulla Lidl può essere emessa, tantomeno su Twitter, anche se in realtà lo stesso invito a boicottare la catena tedesca si riferisce al processo che in molti ritengono “sommario” con il quale il gruppo ha licenziato i due operai che avevano “scherzato” con le donne nomadi. Non furono creduti: da allora sulla rete in tanti si sono mobilitati per “licenziare” la Lidl, democraticamente.