Tombe distrutte al Verano, rintracciati i responsabili: sono quattro minorenni

Quando ancora non abbiamo superato choc e indignazione per quanto avvenuto al cimitero monumentale del Verano a Roma, dove oltre 70 tombe sono state profanate e danneggiate, si apprende che responsabili di quel vile atto vandalico, compiuto due notti fa, e molto probabilmente improvvisato e perpetrato a casaccio, sono stati rintracciati e denunciati dai Carabinieri.

Tombe danneggiate al Verano: fermati i responsabili

L’accusa per loro – sono in 4, tutti, incredibilmente minorenni – è di vilipendio di tombe. Alcuni hanno 14 anni mentre altri li devono ancora compiere. Interrogati, i quattro ragazzini non hanno saputo fornire alcuna spiegazione per il gesto compiuto. Un gesto ignobile, vile e crudele: sono almeno settanta le tombe danneggiate tra il settore ebraico e i loculi posizionati lungo il riquadro di via Tiburtina, fino al Pincetto. Un atto oltraggioso che esprime una violenza e una assoluta mancanza di riferimenti etici. Un episodio di gravità inaudita, che non può e non deve essere letto nel segno di una “bravata” compiuta da un manipolo di scellerati.

Uno scempio agghiacciante, un oltraggio morale

No: accanirsi sulle tombe, scegliendo di non risparmiare dalla distruzione neppure i loculi e i tumuli dei bambini del riquadro 110, dove la banda ha infierito anche su bambole e statuette; ridimensionare lo sfregio parlando di semplici “baby vandali”, non è accettabile. L’inquietante scenario che si aperto alla vista dei visitaotri del campo santo capitolino ieri è – e come tale deve essere considerato – uno scempio, un gesto di profanazione grave che denuncia un danno morale, prima ancora che economico.