Terni, arrestati il sindaco Di Girolamo e il suo assessore, entrambi del Pd

Il sindaco di Terni, ex parlamentare Leopoldo di Girolamo, e l’assessore ai lavori pubblici, Stefano Bucari, entrambi del Pd, sono stati ristretti agli arresti domiciliari stamane, dopo sette mesi di indagini nell’ambito dell’operazione Spada, relativa agli appalti sul verde pubblico. Oltre al sindaco di Terni e all’assessore ai lavori pubblici, ai domiciliari da stamattina, il gip di Terni, dopo la richiesta della procura, arrivata a sei mesi dalle perquisizioni in Comune, ha anche emesso il divieto temporaneo di esercizio dall’attività di impresa cooperativa, per due cooperative di tipo B, che, secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbero state favorite dalla gestione degli appalti. Di Girolamo,al suo secondo mandato nella città umbra, è un uomo di punta del Pd come lo era del Pds, e dei Ds, per i quali è stato segretario cittadino. e non è la prima volta che affronta probelemi giudiziari. Nel 2001 fu eletto senatore, carica che manterrà per due mandati. Nel 2009 si candida a sindaco di Terni, sostenuto da tutto il fronte della sinistra. Vince con una certa difficoltà contro Baldassarre del centrodestra, e si dimette da senatore. Il suo primo mandato non è stato molto sereno: oltre a litigi e contrasti in seno alla sua maggioranza, una volta viene ferito da un manifestante alle acciaierie di Terni, e non dallapolizia conìme le sinistre avevano tentato di sostenere. Malgrado questo, Di Girolamo si candida al secondo mandato ocme sindaco, sostenuto fortemente da Pd e da tutta la sinistra. Sempre nel 2014 diventa presidente della Provincia di Terni ma si dimette due anni dopo.

L’indagine sul sindaco di Terni andava avanti da tempo

“La vicenda penale esaminata ha visto protagonisti sia la componente politica che la componente tecnica del Comune di Terni: la prima, nelle persone dei componenti della giunta municipale, con il suolo assegnato al sindaco e all’assessore pro- tempore ai lavori pubblici, promotori ed organizzatori del disegno criminoso”. È questo un passaggio del comunicato stampa diramato dalla procura della Repubblica di Terni, dopo l’arresto – ai domiciliari – del sindaco di Girolamo e dell’assessore Bucari. Si diceva del procedimenti giudiziari: nel 2012 con sei assessori viene indagato dalla Corte dei Conti per una vicenda legata ai cosiuddetti derivati, ma successivamente la stessa Corte dichiara gli atti inammissibili. L’anno dopo Di Girolamo riceve un avviso di garanzia insieme ad altri assessori e consiglieri di maggioranza per il caso degli “eventi valentiniani”, ma la provedura viene archiviata nel 2015. Sempre in quello stesso anno viene assolto dall’accusa di danno erariale. Nel 2016 riceve insieme con altri un avviso di garanzia per la questione della discarica di vIlla Valle, e il provedimento è ancora in corso. Infine, il 13 gennaio scorso, a seguito di una inchiesta della Procura della Repubblica di Terni sugli appalti comunali, Di Girolamo comunica con una nota ufficiale di aver ricevuto un avviso di proroga delle indagini per i presunti reati di associazione a delinquere e turbata libertà degli incanti. È la cosiddetta Operazione Spada, per la quale oggi viene quindi arrestato e posto ai domiciliari. L’indagine, come si diceva in corso da tempo, riguarda appalti di servizi pubblici relativi alla manutenzione del verde pubblico in città e nei cimiteri, la gestione dei servizi cimiteriali e quella dei servizi turistici alla cascata delle Marmore.