Su Trump e Melania i media cambiano musica. Anche il Corriere difende la coppia

Troppe critiche velenose contro Melania, contro il presidente Trump e contro la figlia Ivanka. Tra i salotti progressisti col ditino puntato sull’etichetta e il web che se la rideva degli abiti neri delle due signore in udienza da papa Francesco, il Corriere della sera sceglie di cambiare verso. Per mandare a dire alla sinistra con sopracciglio perennemente alzato che è diventata insopportabile, che non si possono tenere insieme gli applausi mielosi a  Obama e Michelle e le risatine di scherno per la nuova coppia presidenziale. Questo il senso della rubrica odierna, Il Caffè,  di Massimo Gramellini

Un mutato atteggiamento che si nota un po’ su tutta la stampa, forse perché Trump era comunque un ospite illustre o forse perché Gentiloni e Mattarella hanno lasciato intendere che il presidente Usa va coccolato in vista del G7 di Taormina. 

In ogni caso non si può non concordare con Gramellini quando scrive: “Ai maestri di bon ton della sinistra che fu, la breve campagna d’Italia della famiglia Trump ha offerto una ghiotta occasione per ribadire che quei parvenu sono impresentabili in società. Se la figlia Ivanka in osteria scambia la foto del laziale Chinaglia per quella di un santo, tutti a darsi di gomito. Se la moglie Melania si rifiuta di tenere Donald per mano, fioccano le accuse di maschilismo. Se lui gira per Roma con dieci auto al seguito è un cafone da esecrare, mentre Obama che sgommava con la stessa scorta era un idolo da proteggere”. Ossessionati da Trump come lo furono da Berlusconi? Sembrerebbe proprio di sì. E con il Cavaliere si è visto com’è andata a finire. Ma la sinistra in Italia è l’unica che unisce al dileggio dell’avversario l’incapacità di autocritica. Sono fatti così, peggio per loro.