Stop agli sbarchi, le coste siciliane off limits per i barconi. Ma solo per il G7

Sarà una Sicilia blindata e senza immigrati quella che si prepara ad accogliere i potenti della terra per il G7, ospitato a Siracusa. Almeno nelle intenzioni. Oltre alle eccezionali misure di sicurezza con un esercito di militari a presidiare l’isola, al piano anti-hacker,  e alla sospensione di Schengen con il ripristino momentaneo delle frontiere, infatti, il governo ha disposto il blocco navale degli sbarchi sulle coste siciliane. Proprio così: mari della Sicilia off limits per sette giorni, nessuna barca si potrà avvicinare all’isola per evitare “scomodi” e pericolosi sbarchi di immigrati. Per la durata del summit il mantra dell’accoglienza senza se e senza ma verrà silenziato nel nome della sicurezza internazionale. Il blocco navale, liquidato come una misura irrealizzabile e ai limiti del buon senso quando viene proposta dalle opposizioni, diventa improvvisamente praticabile. Lo stop navale per evitare che l’onda continua del flusso migratorio possa raggiungere “porti sensibili” è infatti l’obiettivo contenuto in una direttiva del capo della Polizia, Franco Gabrielli, in vista del summit della Nato.

G7, stop agli sbarchi per una settimana

«È stata rappresentata la necessità di realizzare una riduzione progressiva degli sbarchi a Messina e poi per l’intera Sicilia – si legge nelle disposizioni anticipate dal Messaggero – evitando di impegnare i porti dell’isola: Messina dal 18 al 28 maggio, tutti gli altri dal 22 al 28 maggio». Per sette giorni le coste siciliane non dovranno affrontare l’emergenza ormai quotidiana degli sbarchi che ha messo in ginocchio l’isola perché gommoni e barconi verranno tenuti a distanza oppure deviati su altri approdi. La misura eccezionale, corredata da uno straordinario sforzo logistico, è dovuto al rischio sicurezza correlato all’arrivo dei clandestini. In sostanza il Dipartimento di pubblica sicurezza ritiene, proprio come i “pericolosi” populisti che abitano il Palazzo, che sui barconi stracolmi di immigrati clandestini possa nascondersi la minaccia islamista e sollecita una  «speciale attenzione al fenomeno che potrebbe generare elementi di rischio per la sicurezza». Nelle prossime ore, riporta ancora il Messaggero, sarà portata a termine una mappatura dell’intera fascia costiera siciliana, con particolare attenzione ai porti e agli approdi turistici, per sventare qualsiasi attentato terroristico di matrice islamica. Ma allora si può fare? Tecnicamente è possibile mettere un argine al flusso incessante di sbarchi che ogni giorno affollano i porti siciliani nell’indifferenza dell’Europa e con la complicità del governo italiano? Il piano straordinario della polizia adottato in occasione del G7 di Siracusa dimostra che la tutela del territorio dall’invasione e il pattugliamento delle coste per rispedire al mittente le imbarcazioni di trafficanti e scafisti è possibile. C’è da sperare, come ha sottolineato Matteo Salvini, che sia G7 tutto l’anno.