Stalking, petizione web alla Boldrini: «Sostieni la legge di FdI che tutela le vittime»

Anche il web si mobilita per chiedere che «la vittima sia avvertita quando il suo persecutore esce dal carcere in permesso premio». La petizione, che si può firmare sul sito change.org, è indirizzata al presidente del Senato, Pietro Grasso, e, soprattutto, alla presidente della Camera, Laura Boldrini, sempre pronta a spendere parole per la tutela delle donne. Ciò che le viene richiesto ora è, però, un impegno concreto e nelle sue possibilità dirette: la petizione, infatti, riprende e rilancia a livello popolare una proposta di legge presentata da Fratelli d’Italia alla Camera.

A tutela delle vittime di stalking e violenza

La proposta di legge chiede una cosa semplice, ma oggi di fatto non riconosciuta dal codice penale: che la sicurezza di chi ha subito un reato sia preminente rispetto alla privacy di chi quel reato l’ha compiuto. Fuori dalla teoria significa, per esempio, che le donne vittime di stalking e violenza possano sapere se e quando il loro persecutore sarà di nuovo in circolazione, anche solo per un giorno. Una informazione fondamentale per evitare di subire eventuali nuove persecuzioni. Le recidive in reati del genere sono, purtroppo, tutt’altro che casi isolati, come dimostrano le tante storie di vita vissuta da donne che ne sono state vittime. La stessa proposta di legge di Fratelli d’Italia e la petizione online che a essa si ispira – e che presto sarà seguita anche da una campagna di raccolta firme in strada – prende le mosse da una di queste storie.

Per prevenire nuovi femminicidi

«Un triste pomeriggio d’estate B. B., in lacrime, viene a sapere che l’ex marito, finito in carcere per le violenze che le aveva inflitto, sarebbe uscito con un permesso premio. Conoscendo bene, dopo anni di botte e maltrattamenti, il carattere e il modo di agire del padre dei suoi figli, B. B. chiede al magistrato di sorveglianza di sapere per quale giorno è prevista la scarcerazione, per poter mettere se stessa e i bambini al riparo da vendette e ulteriori abusi», si legge nella presentazione della petizione online, firmata dalla responsabile del Dipartimento vittime di FdI, Cinzia Pellegrino. «Ma la magistratura – si legge ancora – respinge la sua richiesta in nome della privacy. Qualche giorno dopo, all’improvviso B.B. sente citofonare a casa ed è..lui». In questo caso B. B. «per fortuna riesce a scappare», ad altre è andata meno “bene”. Ora questa legge chiede che l’incolumità di tutte le B. B. d’Italia non sia affidata al caso e alla loro capacità di mantenere i nervi saldi, ma alla possibilità di prevenire davvero nuovi femminicidi