Siria, Mosca sospende i raid. Ma i terroristi Isis no: bomba sui profughi

La Russia ha annunciato di aver sospeso dallo scorso primo maggio i bombardamenti in quelle aree della Siria in cui dovrebbero essere istituite le cosiddette “zone di de-escalation”, ovvero aree speciali a tensione ridotta del conflitto. “Dalla mezzanotte del primo maggio la Russia ha cessato di utilizzare la sua forza aerea nelle aree indicate come zone di de-escalation nel memorandum” firmato ad Astana con Turchia e Iran, ha annunciato il generale dello Stato Maggiore russo Sergei Rudskoi. La Russia, ha precisato Rudskoi nelle dichiarazioni riportate dall’agenzia di stampa russa Tass, “continuerà a sostenere” le forze di Damasco “nelle operazioni volte ad eliminare i militanti dell’Isis“. In corrispondenza delle quattro zone cuscinetto in Siria sarà proibito il volo anche degli aerei militari della coalizione a guida americana. Lo ha precisato l’inviato speciale del Cremlino Aleksandr Lavrentyev dopo che ad Astana Russia, Turchia e Iran hanno definito il memorandum per l’istituzione di tali zone e che Damasco ha accettato di porre fine alle operazioni militari nelle de escalation zone. “Non si tratta di richiedere la notifica in anticipo. E’ che proprio non sono previste operazioni delle forze aeree”, ha specificato Lavrentyev. “Gli aerei dalla coalizione possono operare solo contro obiettivi dell’Isis”, ha detto, precisando, comunque, che “nel testo del memorandum non viene citato” lo stop ai voli. I confini esatti delle quattro zone di de escalation saranno definiti precisamente entro il quattro giugno mentre è già da oggi che le violenze dovranno cessare. I tre paesi garanti notificheranno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il memorandum ma Mosca sottolinea che per la sua attuazione non è necessario il via libera del Palazzo di Vetro.

Siria: neanche gli Usa potranno più bombardare

Da parte loro gli Stati Uniti “sostengono qualsiasi sforzo che possa sinceramente de escalare la violenza in Siria, assicuri l’accesso umanitario non ostacolato, concentri le energie sulla sconfitta dell’Isis e di altri gruppi terroristi e crei le condizioni per una soluzione politica credibile del conflitto”, ha detto a commento del memorandum la portavoce del dipartimento di stato Heather Nauert, pur sollevando dubbi sul ruolo di Teheran come garante. “Alla luce del fallimento degli accordi passati abbiamo ragione a essere cauti. Ci aspettiamo che il regime fermi ogni attacco contro civili e forze dell’opposizione, cosa che non anno mai fatto. Ci aspettiamo che la Russia assicuri che questo avvenga”, ha aggiunto la portavoce. Ma i terroristi islamici non rispettano alcuna tregua né alcun patto: un’autobomba è esplosa nelle ultime ore nel campo profughi di al-Rakban, al confine tra Siria e Giordania, causando “almeno tre morti, tra cui terroristi dell’opposizione”. E’ quanto riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani, controverso gruppo vicino all’opposizione con sede nel Regno Unito. “Un’autobomba è esplosa nel campo” che ospita quasi 100mila profughi, fa sapere l’Osservatorio, precisando che il bilancio delle vittime “è destinato a salire, visto che si contano molti feriti gravi”.