Siria, l’Isis decapita donne e bambini. Dietrofront Usa sui forni crematori

Altro che bombe chimiche, altro che forni crematori. Nel giorno in cui gli Usa ammettono che forse si sono sbagliati sui forni crematori, i terroristi dell’Isis hanno compiuto una nuova strage in Siria, uccidendo e mutilando almeno 20 civili, tra cui donne e bambini, nel villaggio di Aqareb al-Safiyeh, nella provincia centrale di Hama. A denunciarlo è l’agenzia di stampa ufficiale Sana, e non sedicenti ong fiancheggiatrici dei terroristi, secondo la quale un gruppo di jihadisti ha attaccato all’alba il villaggio, situato a est di Salamiyeh, facendo irruzione in numerose abitazioni nella parte meridionale prima dell’intervento dell’esercito e delle milizie popolari che hanno contrastato gli assalitori, bloccandone l’avanzata. Negli scontri, ha precisato una fonte citata dalla Sana, un numero imprecisato di terroristi è rimasto ucciso mentre il resto è stato messo in fuga verso al-Badia, nel deserto. Una fonte medica ha spiegato che la maggior parte dei cadaveri dei civili uccisi dall’Isis sono stati decapitati.

Le forze Usa attaccano l’esercito di Damasco anti-terroristi

Intanto, favorendo i terroristi, la coalizione militare internazionale a guida Usa ha colpito un convoglio dell’esercito regolare di Damasco e delle milizie alleate nella Siria meridionale, nel triangolo tra i confini di Siria, Giordania e Iraq. Lo ha reso noto la radio filogovernativa Sham FM. Secondo la ricostruzione fornita dagli “attivisti” del discusso Osservatorio siriano per i diritti umani, alcuni caccia hanno colpito il convoglio militare diretto verso la zona di Tanf vicino al confine con l’Iraq. Secondo fonti citate dalla Xinhua, i caccia americani avrebbero colpito le forze siriane mentre stavano avvicinandosi a zone controllate dai ribelli sostenuti dagli Usa.