Siria, l’esercito di Assad caccia i terroristi dal sito di Palmira

Le forze siriane hanno ripreso il controllo della strada che collega la capitale Damasco a Palmira, nota per il sito archeologico patrimonio dell’umanità: lo riferisce sul suo sito web l’Osservatorio siriano per i diritti umani. Secondo gli attivisti, con l’appoggio degli alleati russi le forze siriane sono riuscite ad allontanare i jihadisti dell’Isis da una vasta zona desertica dopo violenti combattimenti. “Le forze del governo siriano hanno ripreso il controllo dell’autostrada che collega Palmira a Damasco”, riportano gli attivisti. Damasco si trova a circa 240 km a sud di Palmira, che era finita nel maggio di due anni fa nelle mani dell’Isis. Le forze governative del leader siriano Bashar al-Assad avevano poi liberato Palmira nel marzo del 2016, ma nove mesi dopo la città era di nuovo finita sotto il controllo dei jihadisti. Lo scorso marzo l’Isis è stato nuovamente respinto da Palmira.

Tusk: coinvolgere di più la Russia contro l’isis

Intanto si è appreso che sono almeno 106 i civili uccisi, tra cui 42 bambini, in una serie di raid condotti dalla coalizione internazionale contro l’Isis, che si serviva di scudi umani, a guida Usa sulla città di al-Mayadeen, nella zona orientale della provincia di Deir Ezzor. Lo ha reso noto alla Dpa il direttore dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, Rami Abdel-Rahman. ”Ci sono stati due ondate di raid: la prima giovedì notte e la seconda dopo mezzanotte. Sono stati colpiti palazzi che ospitavano le famiglie dei terroristi dell’Isis”, che avevano minato i palazzi stessi. La maggior parte delle vittime sono di nazionalità marocchina o siriana. Erano fuggite ad al-Mayadeen da Raqqa, roccaforte dell’Isis nella Siria nordorientale. La “fine delle brutalità in Siria” deve essere l’obiettivo della comunita’ internazionale. Lo ha detto Donald Tusk al G7. Il presidente del Consiglio Ue, tra l’altro, ha parlato della necessità di un “coinvolgimento della Russia” e di “bloccare l’uso delle armi chimiche”.