Sicilia, Musumeci in campo. L’appello della Meloni: «Non dividiamoci»

Tanto tuonò che piovve. Dopo la morte in culla delle primarie del centrodestra siciliano che si sarebbero dovute tenere lo scorso 23 aprile, l’ufficializzazione della candidatura di Nello Musumeci alla presidenza della regione era un fatto quasi scontato. D’altronde a rompere sulle primarie -inizialmente volute da tutti i partiti del centrodestra- sono stati Forza Italia e Cantiere Popolare, aprendo di fatto una profonda spaccatura nello stesso centrodestra che già cinque anni fa andò diviso alle regionali, consegnando la Regione a Crocetta e alla sinistra.

Sul grave errore di sabotare le primarie del centrodestra, tramite Facebook, arriva l’amaro commento dell’ex sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, il quale fa un parallelo con il risultato delle primarie del Partito Democratico: «Oggi il Pd siciliano celebra i centomila elettori delle primarie come elemento di partecipazione e mobilitazione!!! Quale migliore premessa di vittoria, per il centrodestra allargato ai movimenti civici, una analoga mobilitazione e partecipazione quando già centomila Siciliani avevano sottoscritto le 4 candidature proposte (per Nello Musumeci oltre 50.000), ed il 23 aprile altre decine e decine di migliaia si sarebbero aggiunti nelle urne, per scegliere il candidato migliore alla Presidenza della Regione!!!».

Ormai il dado è tratto, a sostenere la candidatura di Musumeci ci sono gli ex competitors che non abbandonarono il tavolo delle primarie, Noi con Salvini, il Movimento Nazionale autonomista e l’area di Forza Italia afferente all’ex coordinatore siciliano, Vincenzo Gibino. «Noi pensavamo che consultare i siciliani sui candidati fosse cosa utile – ha dichiarato Nello Musumeci a La Sicilia– ma c’è chi ancora pensa che la Sicilia sia ferma a trenta anni fa. La gente non vuole più sentire di un centrodestra che parla di veti e accordi fatti a tavolini. La gente vuole sapere se siamo capaci di costruire una coalizione alternativa al disastro del Pd e di Crocetta e alla demagogia del Movimento 5 stelle. Adesso vogliamo aprirci alla società siciliana che aspetta un progetto alternativo. Ecco perché noi alle primarie abbiamo creduto davvero. Non possiamo essere liquidati adesso con battute del titpo ‘qualcuno ha fatto fughe in avantì. Forse c’è qualcuno (Miccichè, ndr) che ha fatto fughe all’indietro. Stiamo lavorando al programma – conclude – Certo, della coalizione non può fare parte chi sta sostenendo il governo Crocetta».

Sulla difficile questione riguardante l’unità perduta -e da ritrovare- del centrodestra siciliano, è intervenuta anche Giorgia Meloni intervistata da Il Tempo: «Bisogna fare uno sforzo anche in Sicilia per arrivare a una candidatura spendibile, seria e unitaria. Ho visto che Nello Musumeci ha lanciato la sua candidatura. Io propongo un appuntamento definitivo di tutti i partiti del centrodestra siciliano per il 15 maggio. Data nella quale scoprire tutte le carte per decidere il nome più spendibile. Dividersi un’altra volta sarebbe folle e significherebbe regalare la Sicilia ai 5 Stelle: sarebbe il colpo di grazia. Già lo sta vivendo Roma, lo vorrei evitare anche in Sicilia».

Vedremo se la convention lanciata dalla leader di Fratelli d’Italia per il 15 maggio potrà essere palcoscenico del “miracolo” dell’unità del centrodestra siciliano. Di certa al momento c’è soltanto la consapevolezza che andare divisi all’appuntamento elettorale di novembre consegnerà l’isola al Movimento 5 Stelle. E solitamente quel che accade nel “laboratorio” Sicilia poi si ripete a livello nazionale.