Scandalizza il saluto romano del sacerdote al ricordo per un defunto (video)

Con toni scandalizzati, sdegnati, Repubblica pubblica il video di un ricordo di un defunto al cimitero di Milano da parte di parenti e amici. La cosa che ha fatto sobbalzare sulla sedia il più noto quodiano antifascista italiano è stato il fatto che persino il sacerdote presente al rito ha fatto l’esecrato saluto romano. Apriti cielo, il gesto, nota severamente Repubblica, è “proibito dalla legge”, cosa non vera, perché in onore di un caduto, in una cerimonia di questo tipo, e circoscritta a questo ambito, la Cassazione ha sentenziato che il saluto romano non è reato, perché si ricorda qualcuno che era accomunato ai presenti da una fede politica, e quindi il gesto non era effettuato nell’ambito di una manifestazione proagandistica. In ogni caso, si tratta di una liturgia non fascista, come dice Repubblica, ma adottata in diversi ambiti. La cerimonia del “presente!” deriva come è noto a tutti, da ambito militare, in tutto il mondo. In quella occasione gli aderenti o ex aderenti al movimento Avanguardia Nazionale hanno voluto ricordare il loro militante Umberto Vivirito, morto giusto quarant’anni fa, e lo hanno fatto con il conforto di un sacerdote, don Amendola, che ha detto anche delle parole di ricordo per il defunto. E al rito del presente, anche lui ha levato il braccio. Questo sdegno a corrente alternata lo avremmo voluto vedere da Repubblica, ma non solo da Repubblica, nei giorni in cui i ragazzi missini, magari coetanei di Vivirito, cadevano nelle strade e nelle piazze italiane, assassinati solo per colpa della loro fede politica, perché “uccidere un fascista non era reato”. Allora avremmo voluto leggere una stigmatizzazione decisa. Ma non venne. (Il video è stato postato su Youtube da Marcello Sinibaldi il 20 maggio scorso)