Renato Zero contro l’utero in affitto: non togliete i neonati alle loro mamme

Si chiama Zerovskij solo per amore il doppio disco appena uscito di Renato Zero, con strofe controcorrente come quella sulla droga (“Estasiarsi si può/ma quelle polveri no”) o quelle della canzone Colpevoli sui genitori assenti che non si accorgono dei loro figli allo sbando. E lo stesso titolo del disco avrà lo spettacolo che lo porterà in tour da luglio a settembre e con il quale festeggerà i 50 anni di carriera. 

Perché va detto no all’utero in affitto

Intervistato su Avvenire Renato Zero ha parlato dei temi del disco ma ha anche pronunciato un articolato no all’utero in affitto: “La cosa bella di un figlio è la sua imprevedibilità, la magia di una promessa che fiorisce. Quando mettiamo al mondo un essere non ne siamo proprietari – avverte l’artista – abbiamo solo favorito il suo intervento sulla terra, e questi bambini, tolti alle madri dopo il parto, non sono orfani, ce l’hanno una mamma ma non sapranno mai chi è”. Il figlio ad ogni costo è atto di egoismo: “Volere la fotocopia di se stessi non è essere genitori. Desiderano un figlio da amare? – conclude Renato Zero – Esistono milioni di bambini che muoiono di inedia e solitudine, li adottino, io l’ho fatto. Spero nella riconversione delle coscienze”. 

Il valore della famiglia

Non è la prima volta che Renato Zero sottolinea la sua preferenza per i valori tradizionali, come accadde nell’edizione Sanremo 2016 quando, in un tripudio di nastrini arcobaleno ostentati dagli artisti, il nostro volle invece elogiare la famiglia “modello Nazareth”, sottolineando che “da quella famosa capanna dove faceva molto freddo” abbiamo imparato che “la famiglia è importante”. È quel valore, la famiglia, “che i nostri genitori, perlomeno i miei, mi avevano così felicemente inculcato”.