Rai, il tetto ai compensi non piace a Fazio: «Vado via». Gasparri: «Ipocrita»

Chi la fa, l’aspetti. È quasi fatale che a furia di far i conti in tasca agli altri, a qualcuno possa saltare in mente di rivolgere la fatidica domanda: «E tu, quanto guadagni?». È quello che sta capitando a tanti volti noti e meno noti della Rai dopo l’applicazione del tetto di 240mila euro ai compensi, introdotto per i manager delle imprese pubbliche. Un tetto, però, che il direttore generale dell’azienda Antonio Campo Dall’Orto, vede come il fumo negli occhi perché pensa che potrebbe portare ad una desertificazione di talenti in Rai.

Fazio: «Sono un valore, non un costo»

Uno con le valige in mano è senz’altro Fabio Fazio, da 33 anni a Viale Mazzini e attuale conduttore di Che tempo che fa. Un paio di giorni fa, prima in un’intervista a Repubblica e successivamente in un incontro con il critico Aldo Grasso al Festival della Tv, Fazio aveva lamentato il clima creato dall’introduzione del tetto ai compensi e alle polemiche che ne erano seguite: «Non voglio più accompagnare i miei figli a scuola e guardarmi intorno per vedere se c’è qualcuno pronto ad insultarmi», si era sfogato per poi avvertire: «Voglio che mi dicano che sono un valore per la Rai e non un costo. Oggi è più difficile dire che rimango».

L’ex-ministro: «Incredibile buttare soldi per uno come lui»

Una sortita che non è piaciuta neanche un po’ a Maurizio Gasparri, già ministro delle Comunicazioni e membro della Vigilanza Rai: «Sono intollerabili i comizietti di Fabio Fazio che difende i suoi compensi milionari. È giusto pagare in termini di mercato alcuni personaggi della tv, ma buttare soldi a palate per gente come lui è incredibile. Il suo monologo – ha aggiunto il vicepresidente del Senato – è l’espressione di un’arroganza senza confine. Prima di poter riparlare con modi ragionevoli di parcelle, si metta alla porta chi fa dell’avidità e della superbia l’unica sua logica». Tutta al vetriolo la conclusione: «Fazio poi si lamenta degli insulti che riceve anche sulla rete? Non è certo l’unico ad essere insultato. Tanti vengono attaccati. Un motivo in più perché faccia un’attenta auto analisi».