Raggiunto l’accordo-sicurezza in Siria. “No” dei gruppi armati anti-Assad

Damasco accetta “gli accordi per la creazione di zone di de escalation” e si impegna a “cessare i voli militari su tali territori”, ha reso noto l’inviato speciale del Cremlino per la crisi in Siria, Alexander Lavrentyev dal Kazakhstan, precisando che la Russia farà il possibile per assicurare lo stop ai voli militari, quindi dei raid, sulle zone sicure la cui istituzione ha concordato oggi con Turchia e Iran. Il memorandum definito oggi dai tre Paesi promotori del processo negoziale di Astana prevede che il cessate il fuoco in queste zone a tensione ridotta, zone “provvisoriamente definite dai nostri esperti militari”, inizi sabato per un periodo di sei mesi “con la possibilità di estensione”. E’ stato il ministero degli Esteri siriano, ha aggiunto l’inviato citato dalla Tass, a rendere nota la posizione della leadership del Paese. Mosca è quindi fiduciosa che “con una tale dichiarazione i voli degli aerei da combattimento siriano e le loro operazioni sui territori delle zone di de escalation cesseranno”. Cesseranno le operazioni di combattimento su questi territori anche degli aerei russi, “ma solo se non saranno effettuati sforzi da questi territori per destabilizzare la situazione nel resto del Paese”. La Russia esprime quindi la sua disponibilità a inviare osservatori nelle cosiddette zone sicure per partecipare al controllo dell’attuazione del cessate il fuoco e per risolvere eventuali violazioni.

Le opposizioni armate contrarie alla pace in Siria

Russia, Turchia e Iran, i Paesi garanti del “cessate il fuoco” in Siria annunciato lo scorso dicembre, hanno firmato il memorandum per la creazione di “quattro zone di de-escalation” del conflitto nel Paese arabo. Lo riferisce il portale Sputnik mentre ad Astana è in corso il secondo giorno di consultazioni sulla crisi in Siria. “Negli ultimi due giorni i partecipanti ai colloqui di Astana hanno esaminato l’attuazione del cessate il fuoco e gli accordi per la cessazione delle ostilità – ha detto il ministro degli Esteri del Kazakistan, Kairat Abdrakhmanov, citato dall’agenzia russa Tass -. I Paesi garanti sono stati d’accordo sulla firma di un memorandum per la creazione di zone di de-escalation in Siria”. Abdrakhmanov ha quindi annunciato che il prossimo round di colloqui sulla crisi siriana nel formato di Astana si terrà a metà luglio, dopo un giro di consultazioni a livello di esperti che si riuniranno in Turchia. Secondo il documento, come riporta Sputnik, la proposta russa prevede la creazione di “zone di sicurezza nella provincia di Idlib, a nord della città di Homs, nella Ghouta orientale e nel sud della Siria”. Un giornalista di Sputnik ad Astana ha riportato che la cerimonia per la firma del memorandum è stata segnata dalla contestazione di esponenti della delegazione dell’opposizione armata. La delegazione dell’opposizione siriana armata presente ad Astana ha ovviamente detto di non poter accettare l’accordo raggiunto da Russia, Iran e Turchia per la creazione di zone di sicurezza in Siria, avendo i gruppi armati tutto l’interesse a che il conflitto prosegua.