Raddoppio A10 Genova, Delrio: «Presto il cantiere». Toti: «Balla elettorale»

«L’iter della Gronda autostradale di Genova è vicino alla conclusione, daremo il via libera definitivo  entro l’estate 2017 dopo l’ultima negoziazione con Bruxelles sulle  modalità di finanziamento, in arrivo c’è quindi un cantiere, non più un progetto». Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei  Trasporti Graziano Delrio oggi a Genova dove ha partecipato, nel pomeriggio, ad un incontro elettorale a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra, Gianni Crivello». «Abbiamo fatto un’istruttoria serrata con Bruxelles – ha spiegato ancora Delrio sul progetto che prevede il raddoppio autostradale della A10 per alleggerire il nodo genovese dal traffico di mezzi pesanti del trasporto merci – analizzando costi, qualità dell’intervento,  competitività dell’accesso alla città e siamo pronti davvero entro  l’estate a chiudere spero, ma sono molto fiducioso, la negoziazione. Anche la Gronda deve essere considerata come un cantiere che sta arrivando».

L’intervento del ministro ha innescato una ironica replica del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. «Questa mattina il ministro ha partecipato a una seria cabina di regia in porto – ha sottolineato – trovando istituzioni  serie pronte a lavorare, collaborare e a costruire il futuro di questa regione e del Nord Ovest. Qualcuno non deve aver detto a Delrio che andava a sostenere la campagna elettorale dell’assessore ai Lavori pubblici che in cinque anni, della gronda,  non ha messo neppure un  sasso, neppure temperato le matite per disegnarla. Anche nella precedente gestione Vincenzi si sono fatte un sacco di chiacchiere ma non si è risolto nulla».

«Quella coalizione – ha aggiunto ancora Toti – il giorno dopo la campagna elettorale, si troverà impastoiata in un dibattito  nell’incapacità di costruire alcunché. Delrio della Gronda da quelle parti non ha visto neppure le matite e i fogli per fare il disegno. Il ministro Delrio, invece che prometterla a Crivello che non la vuole, non l’ha mai voluta e non si è mai adoperato per averla, al suo partito genovese e ai suoi alleati, bene farebbe invece ad andare in Europa un poco più grintoso per chiedere per le nostre concessionarie che devono pagarla almeno le stesse condizioni che hanno avuto quelle francesi».