Quella volta che Tex Willer sconfisse l’Isis. La storia dell’US Camel Corp

Era il luglio del 1975 quando uscì il numero 177 di Tex, editoriale Daim Press, intitolato I fantasmi del deserto, in cui si racconta dell’epico scontro tra Tex e i suoi pard con misteriosi ex cammellieri venuti dall’Arabia (o giù di lì) con i loro dromedari e con i lor veloci cavalli e che poi si erano dati al banditismo e ala missione di convertire gli “infedeli”, come i musulmani definivano e definiscono tutt’oggi quelli che non credono ad Allah. L’avventura, disegnata da Erio Nicolò e scritta da Gian Luigi Bonelli, si dispiega per ben tre albi, I cavalieri della vendetta e Assalto al treno. E si conclude con la sconfitta dei guerriglieri arabi da parte di Tex, dei suoi pard e di un gruppo di valorosi alleati Apache Chiricahua. La storia, in breve, è questa: in un tratto desertico del sud ovest dell’Arizona, voci insistenti riferiscono della presenza di misteriosi uomini neri, incappucciati come fantasmi, che attaccano carovane o viaggiatori isolati. Tex, Carson, Kit e Tiger Jack, dopo aver trovato una carovana di emigranti massacrata da questi tuareg, decidono di occuparsi della faccenda. Dopo avventure (e sparatorie) varie, riescono a sconfiggere gli arabi con l’aiuto degli Apache del capo Mateo, apprendono da loro che intorno alla metà del 1800 erano stati chiamati dall’esercito americano, perché si riteneva che i dromedari e i cammelli fossero animali in grado di resistere a territori aridi e ostili come quelli del sud degli Stati Uniti. Poi l’esercito li aveva congedati e loro si erano radunati in zone brulle e isolate e avevano dato vita a una banda armata che avesse il duplice scopo di conquistare gli Stati Uniti e contemporaneamente di convertire gli infedeli. La storia si conclude con i tuareg che decidono di tornare da dove sono venuti, convinti anche da Tex che il loro è un sogno irrealizzabile. I due gruppi si lasciano in modo fraterno, con tanto di doni da parte del capo dei tuareg e Tex e Mateo.

I tuareg di Tex disprezzavano gli “infedeli”

Solo una bella storia? No, la faccenda ha un fondamento, come risulta dalle ricerche dell’esperto di Far West Sergio Mura, che le ha pubblicate sul sito Farwest.it. Si tratta di una delle vicende più incredibili degli Stati Uniti. Qualcuno ebbe l’intuizione, neanche sbagliata, che cammelli e dromedari fossero adattissimi per viaggiare negli inospitali territori di Texas, Arizona, New Mexico, così, lo Stato maggiore americano, convinto, istituì l’US Camel Corp, provvedendo a importare diverse decine di cammelli e dromedari dal Medio Oriente, principalmente dall’Egitto. Dopo molti esperimenti e prove, risultò che effettivamente questi animali potevano resistere a qualsiasi condizione climatica senza bere e che avevano maggiore resistenza di cavalli e muli, oltre a molte altre qualità, ma il loro cattivo carattere (mordevano e sputavano) unitamente al fatto che spaventavano tutti gli altri animali, ne fece progressivamente diminuire l’interesse. Così, dopo svariati tentativi e altri viaggi, l’esercito a un certo punto decise di svendere le bestie. Qualche anno dopo un altro americano ne importò altri per utilizzarli nel Nevada, dove erano stati scoperti filoni di argento, ma anche questo tentativo fallì. Alla fine, intorno al 1865, i cammelli superstiti furono liberati nel deserto del Nevada, dove la gente disse di averli visti aggirarsi ancora per molti anni ancora. La cosa che lascia stupefatti è già nel 1975, anno della pubblicazione dell’avventura in Italia, ci fosse la percezione di quello che sarebbe avvenuto nei decenni successivi, quasi una profezia: i caratteri dei tuareg sono immaginati da Bonelli come valorosi, ma fanatici e minacciosi verso chi non la pensava come loro, e che poterono essere sconfitti solo con la forza, giacché non intendevano ragionamenti e inviti al dialogo e disprezzavano tutti gli infedeli. Quanto ai pochi indiani che erano riusciti a convertire, Tex dà loro apertamente del “rinnegato”, accusandoli di aver tradito la fede dei padri. Certo, è solo un fumetto, ma molto aderente alla realtà odierna.