Putin cala le carte: “Ecco il mio piano per la de-escalation in Siria”

Vladimir Putin ha messo sul tavolo dei negoziati per una soluzione della crisi in Siria una nuova proposta, che raccoglierebbe anche il sostegno degli Stati Uniti, per la creazione di quattro zone a tensione ridotta in Siria, zone sicure per i gruppi dell’opposizione che accettano di deporre le armi (esclusi ovviamente l’Isis e al Nusra) e per i civili sfollati. La fine delle operazioni aeree su tali zone è condizionata a quella delle attività militari a terra, ha sottolineato il presidente russo dopo aver incontrato a Sochi nelle ultime ore il presidente turco Recep Tayyp Erdogan, con cui ha discusso della “problematica” regione di Idlib cartina alla mano. La Russia ha presentato la nuova proposta, un memorandum sulle de-escalation zone, ai colloqui di Astana, hanno confermato una fonte diplomatica kazaka, il diplomatico Aidarbek Tumatov, all’agenzia russa Tass, e il Washington Post dopo averne ricevuto una bozza. Il nuovo round di negoziati promossi da Mosca, Ankara e Teheran iniziato ieri si concluderà oggi. La Russia intende avviare con Iran e Turchia “consultazioni” su tali zone, ha affermato Putin. Ovvero, intende definire il possibile dispiegamento di forze (russe, turche, iraniane e di altri Paesi) per monitorare tali zone cuscinetto.

Per la Siria previste quattro zone speciali

“Gli Stati Uniti sostengono l’idea” della creazione delle zone speciali, ha aggiunto il presidente russo che ieri ne aveva parlato al telefono con Donald Trump, precisando che tale passo deve essere funzionale a un rafforzamento del cessate il fuoco, al pieno ripristino dell’integrità territoriale e a una unità di leadership. In queste porzioni di territorio, la cui creazione saranno “i diretti interessati riuniti ad Astana” a dover concordare, non saranno operativi gli aerei militari “a condizione” che non vi sia attività militare”, ha aggiunto il presidente russo, precisando che “il destino del Paese dipende solo da loro”. Putin ha spiegato di aver usato una mappa per discutere con Erdogan della creazione della zona speciale nella problematica” regione di Idlib (le altre tre sono a nord di Homs nell’ovest del Paese, Ghouta est vicino a Damasco e nel sud del Paese). La lotta al terrorismo prosegue anche con la creazione di tali zone, zone in cui peraltro “bisogna definire un regime di controllo” ha concluso il presidente russo. “L’uso di qualsiasi tipo di arma nelle zone di de escalation da parte delle forze coinvolte nel conflitto sarà proibita, inclusi gli aerei delle forze armate siriane”, si legge nel testo della proposta di Mosca anticipata dal Washington Post (il quotidiano americano precisa tuttavia di non poter dire con certezza che l’impegno a mantenere a terra gli aerei militari di Assad sia rimasta nella versione definitiva della proposta considerato che è sparita dalle versioni in arabo). “Le discussioni sulla creazione delle zone di sicurezza sono appena iniziate, sono iniziate proprio ora, in queste ore, ma i negoziati non devono trascinarsi”, ha sottolineato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov indicando la proposta fattiva di Mosca.