“Prima gli italiani”: in Liguria approvata la legge sulle case popolari

Possibilità di accedere alle case popolari solo per gli stranieri residenti da 10 anni sul territorio nazionale e alloggi destinati a famiglie sotto la soglia di povertà assoluta e a categorie fragili come i genitori separati e divorziati. E’ il contenuto della nuova legge 150, la riforma dell’edilizia residenziale pubblica in Liguria approvata oggi pomeriggio con 16 voti a favore e 13 contrari in consiglio regionale, su un totale di 29 consiglieri presenti. La normativa contiene i nuovi criteri per l’assegnazione e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica sul territorio della Liguria. Il voto finale è arrivato oggi pomeriggio dopo una discussione fiume in aula, iniziata nella seduta di ieri mattina. I punti principali della normativa sono quelli che prevedono la scadenza dei bandi per l’assegnazione degli alloggi ogni due anni e i nuovi requisiti per l’accesso alle case popolari. Tra i criteri inseriti per l’accesso alle graduatorie l’apertura agli stranieri ma con residenza da 10 anni sul territorio nazionale, mentre per gli altri sarà necessaria la residenza da almeno 5 anni nel bacino di utenza del Comune che emana il bando oltre all’assenza di condanne penali passate in giudicato ad eccezione di coloro che hanno concluso un percorso di riabilitazione. Il 50% alloggi sarà destinato a nuclei familiari sotto la soglia di povertà assoluta mentre l’altro 50% a famiglie in possesso dei requisiti o altri soggetti considerati fragili: anziani ultra 65enni, famiglie con disabili o malati terminali a carico e poi giovani coppie con età non superiore a 40 anni e con figli, membri delle forze dell’ordine, nuclei familiari soggetti a procedure esecutive di rilascio ma anche genitori separati e divorziati o persone sole con minori. Tra le previsioni inserite anche quella che riguarda la vendita di immobili di pregio inutilizzati per recuperare risorse da destinare a programmi di costruzione, acquisto e recupero di alloggi pubblici. Dal testo di legge originale sono stati eliminati invece due punti: quello sulla possibilità di sublocazione e quello relativo al numero di anni necessari a una famiglia per perdere il diritto alla permanenza in un alloggio, quando il reddito Isee aumenta. Quest’ultimo, prima abbassato a 2 anni è stato poi portato a 5. “Da oggi i liguri e gli italiani sono al centro delle politiche di edilizia residenziale pubblica – ha commentato il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti -. Questa riforma garantisce più investimenti, più equità, più giustizia, più case e più facilità di accesso a chi davvero ha bisogno di un alloggio pubblico, in modo da evitare sprechi e inefficienze. I nuovi criteri di assegnazione delle case Erp sono legge regionale”.