Otto autobomba pronte all’uso a Mosul nascoste dagli islamici dell’Isis

Prosegue con la conquista di tre villaggi l’offensiva militare lanciata dall’esercito di Baghdad contro l’Isis per riconquistare la zona occidentale di Mosul nell’Iraq settentrionale. Lo ha reso noto il capo della polizia militare irachena Raed Chaker, spiegando che i suoi uomini hanno ripreso il controllo di tre villaggi a nord di Mosul. ”Unità della polizia federale hanno ucciso 23 terroristi a nordovest di Mosul”, ha detto Chaker. Il comandante ha poi aggiunto che le forze irachene stanno assediando al-Haramat, un distretto controllato dall’Isis nell’area. Al momento non si registrano vittime tra le forze irachene. A quanto si apprende oggi, le forze di sicurezza irachene hanno liberato decine di civili intrappolati nelle zone in mano all’Isis nel quadro delle operazioni a Mosul. Il capo della polizia federale irachena ha confermato che le sue forze avanzano alla periferia settentrionale della parte ovest di Mosul dopo l’avvio della nuova offensiva scattata giovedì. In un comunicato Chaker ha precisato che le truppe sono entrate nel distretto di al-Harmat e hanno “evacuato decine di civili dal campo di battaglia”. Secondo quanto reso noto sono stati uccisi almeno 15 jihadisti dell’Isis e neutralizzate otto auto imbottite di esplosivo, pronte per essere utilizzate per attacchi contro le forze di sicurezza. La campagna militare per la “liberazione” di Mosul è iniziata il 17 ottobre dello scorso anno e, dopo l’annunciata riconquista della zona orientale della città, a febbraio è scattata l’offensiva sul lato occidentale, che continua fino ad oggi.

Centinaia di yazide ancora prigioniere dell’Isis

L’offensiva per liberare dall’Isis la zona occidentale di Mosul è iniziata il 19 febbraio, a circa un mese dalla riconquista dei quartieri orientali. Da settimane le forze governative hanno accerchiato la Città vecchia di Mosul dove si trova la storica moschea da dove il leader dell’Is Abu Bakr al- Baghdadi annunciò il progetto del Califfato circa tre anni fa. Intanto si è appreso che nei giorni scorsi sono stati liberate alcune decine di yazidi, uomini, donne e bambini da tre anni prigionieri e ridotti in schiavitù dai sanguinari jihadisti dell’Isis. Lo ha reso noto una fonte delle Nazioni Unite precisando, secondo quanto scrive la Bbc online, che le 36 persone tornate in libertà – tutte appartenenti alla minoranza religiosa perseguitata dai jihadisti – sono state trasferite a Dohuk, nel nord del Kurdistan iracheno, in un centro gestito dall’Onu. La fonte non chiarice se gli yazidi sono riusciti a fuggire oppure sono stati liberati. Gli integralisti islamici dello Stato islamico avevano ucciso o ridotto in schiavitù migliaia di yazidi dopo aver conquistato nel 2014 la città di Sinjar. Nel 2015 i Peshmerga curdi hanno ripreso il controllo della località ma di moltissimi yazidi si sono perse le tracce e si ritiene che alcune centinaia di donne siano ancora prigioniere e sfruttate come schiave del sesso.