Napolitano: su Pannella ho sbagliato. Autocritica per la mancata nomina?

Autocritica di Giorgio Napolitano su Marco Pannella, dipinto come un “incompreso” nelle sue battaglie di libertà e modernità. Incompreso dalla sinistra e dal Pci, ma anche dallo stesso Napolitano che glissò sulla scelta del leader radicale come senatore a vita. Una nomina che non arrivò mai nonostante le pressioni di molti esponenti politici e del mondo dell’informazione. 

La celebrazione post mortem è sempre la strada più facile. Il riconoscimento in vita, invece, è una scelta più ardua, soprattutto nei confronti di un personaggio polemico, che non le mandava a dire, come Marco Pannella. Ecco cosa dice oggi Napolitano, a un anno dalla scomparsa del leader radicale:  “È stato una forte individualità politica, l’inventore e leader di un partito e soprattutto di un movimento militante nato per una continua mobilitazione combattente”, nel Paese e nelle istituzioni.

Il filo conduttore delle battaglie di Pannella, ha aggiunto, “è stato sempre quello delle istanze di libertà e di giustizia sociale, in termini nazionali e sovranazionali”, condotte con “estrema radicalità e radicali erano le forme in cui lottava per la loro affermazione”. “Di qui -ha sottolineato Napolitano- le incomprensioni tra Pannella e i partiti di sinistra, compreso il Partito comunista, ma anche da parte mia non si comprese adeguatamente il valore della presenza radicale, della voce e delle grida di Pannella, della sua sensibilità per i valori di modernità e di civiltà”. L’ex Capo dello Stato ha dato atto a Pannella di aver aperto le istituzioni a personalità estranee alle tradizionali forme di ‘reclutamento’ politico, e, soprattutto, di aver posto al centro dell’attenzione nazionale “la degenerazione dell’universo carcerario”.