Mosul, l’Isis mina i palazzi per impedirne la liberazione: 100 morti

Oltre cento civili sono rimasti uccisi lo scorso 17 marzo in conseguenza di un raid della coalizione anti-Isis a guida Usa contro un edificio della città irachena di Mosul. A comunicarlo è stato oggi il Pentagono, precisando che miliziani Isis  avevano piazzato esplosivi all’interno dell’edificio e che né le unità della coalizione né le forze di sicurezza locali in Iraq erano a conoscenza del fatto che all’interno dell’edificio si nascondessero civili. L’attacco è stato compiuto con armi di precisione che hanno causato la detonazione dell’esplosivo piazzato dall’Is. Analisi condotte posteriormente hanno dimostrato che gran parte dei danni non è stata causata dalle munizioni usate in un primo momento. Nell’attacco sono rimasti uccisi due miliziani dell’Is e 101 civili. Altri 4 sono rimasti uccisi in un edificio vicino, ha concluso il Pentagono. Inoltre si apprende chei miliziani dello Stato Islamico hanno rapito tremila civili da quattro villaggi iracheni e li hanno portati al confine con la Siria. E’ quanto ha reso noto l’emittente al-Arabiya citando proprie fonti. Nelle prime ore di oggi le Unità di mobilitazione popolare Hashd Shaabi, forze paramilitari sciite fedeli al governo di Baghdad, sostenute da elicotteri militari dell’esercito iracheno hanno liberato quattro villaggi a ovest di al-Qairwan e aperto la strada alla liberazione di Baaj, assediando altri tre villaggi ancora in mano all’Isis.