Mosca blocca anche WeChat, l’app messaggistica “made in China”

La Russia ha bloccato WeChat, l’applicazione messaggistica più popolare in Cina ampiamente utilizzata dai cinesi che vivono all’estero, per irregolarità nella registrazione del servizio. La mossa di Mosca arriva sulla scia di un inasprimento dei controlli da parte del governo su internet. Il blocco è dovuto all’impossibilità dell’operatore di registrarsi presso le autorità competenti. Il portavoce dell’organismo di controllo russo per le comunicazioni, Vadim Ampelonsky, ha dichiarato che WeChat «non ha fornito le informazioni di contatto necessarie per la registrazione con le autorità». Attualmente, alcuni utenti di WeChat a Mosca non sono stati in grado di accedere o inviare messaggi. Martedì scorso Roskomnadzor, l’agenzia federale del governo russo che si occupa di telecomunicazioni, ha bloccato anche Messenger, Line e Vchat per lo stesso motivo. Lo scorso anno, infatti, la Russia ha adottato una legge severa che obbliga i servizi di messaggeria, i motori di ricerca e le reti sociali estere a depositare i dati personali dei rispettivi utenti russi. Il portavoce del colosso cinese di Internet Tencent, Zhang Jun, ha confermato il blocco della sua applicazione, che a fine 2016 aveva 889 milioni di utenti, dichiarandosi «profondamente dispiaciuto» e assicurando di essere in contatto con le autorità competenti e le agenzie russe  per risolvere il problema.