Modena, attentato antifascista a un circolo culturale di destra

Modena non è più la “provincia rossa” dell’immediato dopoguerra o degli anni ’70, ma pare proprio che voglia contendere alla vicina Reggio Emilia il titolo di “capitale dell’imbecillità criminale antifascista”. Nella notte tra venerdì e sabato scorso, infatti, mani “ignote” hanno dato fuoco alla sede de “La Terra dei Padri”, dinamico circolo culturale di destra che, da qualche tempo, ravviva il panorama culturale locale con presentazioni di libri e dibattiti-confronti liberi e improntati a un rigoroso non-conformismo. Si è addirittura sfiorata la tragedia, dal momento che le fiamme, dai locali del circolo al pianterreno, avrebbero potuto benissimo investire il resto dello stabile. Ingenti, comunque, i danni alla struttura che dovrà essere ripristinata, sostenendo costi non indifferenti.

La ragione e la matrice del vile attentato sono chiarissimi: per la serata di sabato, era in programma la presentazione del libro-inchiesta di carattere storico I grandi killer della Liberazione,  poderosa e valente opera di Gianfranco Stella, autore ben noto nella ricostruzione delle efferatezze e dei crimini partigiani. L’obbiettivo, però, non è stato raggiunto. Come ha dichiarato lo stesso Stella, che avrebbe dovuto tenere la conferenza presentato da Luca Tadolini, animatore di questa crescente realtà modenese, «chi ha creduto d’impedirci di parlare ha dovuto assistere a una vera e propria mobilitazione, con la gente che ha voluto esserci lo stesso, all’aperto, davanti al circolo incendiato, con una partecipazione molto sentita». Anzi, se qualcuno ha pensato che, con qualche fiammifero, avrebbe potuto impedire la diffusione del libro di Stella a Modena ha proprio sbagliato i suoi conti, dal momento che sono state oltre un centinaio le copie acquistate nella presentazione allestita alla bell’e meglio in strada. Vergognoso, semmai, il silenzio di gran parte degli organi d’informazione e delle agenzie di stampa sull’attentato di stampo antifascista, per altro l’ennesimo a danno di realtà culturali non conformiste, a dimostrazione del clima di sostanziale impunità politica in cui agiscono i gruppuscoli che si nascondono dietro l’informe galassia dei così detti “centri sociali”. Ai responsabili e ai ragazzi de “La Terra dei padri” è giunta, invece, la solidarietà trasversale di tutte le sigle della destra emiliana e non solo, a partire da Fratelli d’Italia.