Milano, dopo il blitz anti-clandestini della polizia è l’ora delle polemiche

Sono ancora 26 gli stranieri trattenuti nella questura di Milano. La metà esatta dei 52 fermati dopo il blitz della polizia scattato martedì pomeriggio alla Stazione centrale del capoluogo lombardo. Alcuni di loro sono ancora in attesa dell’esito definitivo dei controlli amministrativi, altri della decisione del giudice di pace sull’ipotesi di espulsione dall’Italia (rimpatrio) e altri ancora di essere collocati in un Centro permanente di rimpatrio (gli ex Cie). Nel frattempo, la questura ha reso noto che nella stessa giornata gli agenti della Squadra mobile hanno arrestato in flagranza tre africani (un sudanese, un nigeriano e un tunisino)  accusati di spaccio di droga a minorenni sequestrando loro in totale 10 grammi di marijuana.

Ancora 26 gli stranieri trattenuti in questura

Coma da copione, dopo il blitz sono fioccate le polemiche. Il presidente della fondazione Casa della carità, don Virginio Colmegna, punta il dito contro il sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati che «nonostante gli sforzi di Milano, non funziona come dovrebbe e a farne le spese sono, innanzitutto, i cittadini stranieri, ma anche l’intera collettività a causa di degrado, insicurezza (reale o percepita) e scarsa coesione sociale». Il sacerdote ha esortato a non considerare il tema della presenza degli extracomunitari alla stregua di un problema di ordine pubblico: «Qui stiamo parlando di questioni politiche e sociali profonde e cruciali». Don Colmengna se ne intende: «In quest’ottica – ha detto -, mi auguro che la marcia del 20 maggio sia un momento che serva a ragionare anche su queste dinamiche, a cominciare dalla normativa Bossi-Fini che è urgente cambiare».

Don Colmegna contro il blitz. Plaude Maroni

Non ha invece dubbi il presidente della regione Lombardia Roberto Maroni: «Sto sempre dalla parte della polizia, della legalita’, dell’ordine», ha tenuto a sottolineare dal Pirellone, dove era impegnato in un evento, l’ex-ministro dell’Interno rispondendo ai giornalisti che gli avevano chiesto un commento sul blitz di martedì scorso alla Stazione centrale di Milano.