Migranti, dramma o beffa? La foto diventata virale semina il dubbio. E le procure…

Una foto diventata beffardamente virale sui social media un anno fa, torna a rimbalzare nuovamente da Facebook a Twitter seminando, al di là dell’attendibilità o meno, nuovo sconcerto relativo al traffico di migranti, il cui esito tragico è spesso all’ordine del giorno. E così, tra chi urla al complotto tra scafisti e Ong, e chi al redde rationem, chi sospetta fotomontaggi possibili grazie a virtuosismi digitali e chi evoca il miracolo, una cosa è certa: l’interrogativo che lo scatto torna a porre è destinato a far discutere, e non solo “amici” e follower, specie in questi giorni di polemiche a distanza tra le procure…

Migranti, dialogo a distanza tra le procure di Catania e Siracusa

Dunque, nel dialogo a distanza tra le procure di Siracusa e Catania, o meglio, tra il procuratore Francesco Paolo Giordano, che in riferimento alle denunce del collega di stanza a Caserta Zuccaro, in Commissione Difesa del Senato ha sostenuto che «a noi come ufficio non risulta nulla per quanto riguarda presunti collegamenti obliqui o inquinanti tra ong o parti di esse con i trafficanti di migranti. Nessun elemento investigativo», irrompe lo scatto social. E mentre il procuratore Zuccaro – che tempestivamente ha denunciato, insieme al dubbio di illeciti traffici tra Ong e scafisti, la stessa mancanza di riscontri e prove – è tornato ancora nelle ultime a ribadire come e sulla base di cosa sia convinto del fatto che «alcune Ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti. So di contatti. Un traffico che oggi sta fruttando quanto quello della droga».

Migranti, dramma quotidiano e annosa beffa?

Non solo: mentre le procure dialogano (e battibeccano?) e l’esecutivo latita, o si limita semplicemente a smentire con arringhe assai meno convincenti delle tesi accusatorie, altri traffici vengono alla luce. Tanto che, come riportato dallo stesso Giordano e rilanciato nelle scorse dal sito di rainews, tra gli altri, «recentemente si è aperto un altro flusso migratorio. Sul litorale siracusano stanno sbarcando barche a vela di 14-15 metri, ben equipaggiate e governate da ucraini o russi, che partono dalle coste turche e portano 50-60 persone alla volta. In gran parte sono persone della borghesia siriana, professionisti», ha dichiarato Giordano. E si tratta, ha spiegato, di «un flusso socialmente ed economicamente completamente diverso da quello dei barconi e dei gommoni, che porta centinaia di migranti soprattutto dall’Africa subsahariana». Per intenderci, la stragrande maggioranza dei profughi che prendono da anni d’assalto le nostre coste. Quelli sulla cui provenienza e inmerito all’obbligo d’accoglienza imposto da vari governi di centrosinistra che si sono susseguiti in questi anni, ci si comincia finalmente ad interrogare. E sui cui aspetti beffardi il web, e la foto diventata virale, ironizzano drammaticamente.