Meloni: se Renzi e Berlusconi stanno cucinando l’inciucio, non ci stiamo

Si augura di ricompattare il centrodestra e di arrivare a una premiership condivisa attraverso le primarie, ma teme che il dialogo tra Renzi e Berlusconi prepari un inciucio indigesto. Giorgia Meloni, da Palermo per un impegno elettorale a sostegno del candidato sindaco Ismaele la Vardera, torna a fare il punto sull’attualità a partire dalla posizione di Fratelli d’Italia sul guazzabuglio della legge elettorale. «Siamo favorevoli da anni alle elezioni anticipate. Abbiamo chiesto di votare all’indomani del referendum con cui gli italiani hanno chiesto a Renzi e al suo governo di andare a casa – spiega la Meloni – speriamo si possa votare il prima possibile -e per questo ci siamo astenuti sul testo base della legge elettorale, non perché sia un testo che ci piace ma perché in teoria l’approvazione facilita le elezioni anticipate». La leader di Fratelli d’Italia si definisce spaventata all’ipotesi che il dialogo tra il Cavaliere e l’ex premier possa rappresentare l’antipasto «di qualcosa che potrebbe accadere dopo le elezioni.» A me non sfugge – continua – che si sta lavorando su una legge elettorale che di fatto apre la strada a un inciucione dopo le politiche. Sono fiera di sapere  che la presenza di FdI sarà la garanzia contro l’inciucio. Saranno i nostri deputati a non dare i numeri a chi vuole fare inciuci, quindi gli italiani che non vogliono un governo melassa sanno che devono votare per noi».

Meloni: per la leadership servono le primarie

Quanto al nodo della leadership  del centrodestra ribadisce la necessità di svolgere le primarie al contrario di pensa a investiture dall’alto. «Su questo punto abbiamo invitato il centrodestra a una battaglia comune per inserire le primarie per legge nella norma elettorale – spiega con chiaro riferimento polemico a Berlusconi – non siamo stati ascoltati da chi preferisce parlare con Renzi, piuttosto che con gli altri attori del centrodestra».

Regionali,«spero nella ricomposizione»

Immancabile una finestra sulla Sicilia dopo la diaspora del centrodestra. «Speriamo di ricomporre il centrodestra su una candidatura unitaria, a patto che sia credibile, forte, capace di rompere con gli schemi del passato, di rappresentare un’alternativa valida e concreta per i siciliani», ha detto la Meloni  rispondendo ai giornalisti che le chiedevano se ci fossero i margini per una candidatura unitaria alle regionali d’autunno, dopo la spaccatura del fronte in occasione delle comunali dell’11 giugno. «Ho chiesto da tempo un incontro risolutivo – ha spiegato –  per capire quali siano le candidature in campo, oltre quella di Musumeci che è stata già ampiamente lanciata, e per porter decidere in maniera compatta se ci sono i margini per trovare un nome unitario. Questo dipende soprattutto da Forza Italia. Spero che appena finiscano le amministrative o anche prima, se riusciamo, si possa formalizzare un incontro. Noi faremo i nostri tentativi ma dopo faremo anche le nostre scelte».