Marra trascina la Raggi nei guai: «Ora vieni a difendermi in tribunale»

Nuovi guai in casa grillina. Con una mossa a sorpresa Raffaele Marra, il potente ex braccio destro di Virginia Raggi arrestato per corruzione, ha chiamato la sindaca di Roma a testimoniare in sua difesa in tribunale il prossimo 25 maggio, giorno della prima udienza. E la paura assale i vertici del movimento pentastellato. Scaricare e abbandonare al suo destino, come ordinato da Grillo, l’ex capo del personale finito nei guai, non è bastato alla Raggi per archiviare la pratica e allontanare da sé ombre e sospetti. Arrestato per una maxitangente di 367mila euro ricevuti dall’immobiliarista Sergio Scalpellini, Marra fu allontanato come una sostanza velenosa (un virus che ha infettato il movimento, disse la Lombardi) dai Cinquestelle che speravano così di eliminare uno degli scheletri nell’armadio. Nel dicembre scorso, durante la conferenza stampa convocata poche ore dopo l’arresto, Raggi dichiarò che Marra era «soltanto uno dei 23 mila dipendenti capitolini». Ora la scelta dell’ex braccio destro (scarcerato un mese fa e messo agli arresti domiciliari) di trascinare la sindaca in tribunale a sua difesa, riapre la ferita capitolina.

Marra trascina la Raggi in tribunale

Virginia Raggi, già accusata dai pm per abuso di ufficio nella vicenda dell’aumento di stipendio del fratello di Raffaele Marra, Renato,  che aveva nominato a capo del Dipartimento turismo del Campidogliostavolta non può “scappare” dalle sue responsabilità: la sindaca è nella lista dei i 23 testimoni indicati dal deus ex machina della giunta grillina per riferire in suo favore in tribunale. La Raggi  dovrà dare conto dell’attività professionale svolta dal suo uomo di fiducia durante la consiliatura, come specificano i legali Merluzzi e Scacchi. Ma non solo, come riporta Firenza Saracini sul Messaggero, sono ben tre le circostanze sulle quali dovrà riferire, a partire dalla richiesta fatta a Marra di rientrare dall’aspettativa, dimostrazione dell’illimitata fiducia che la sindaca nutriva per Marra, che ha voluto accanto a sé fin dall’inizio. Le conversazioni via WhatsApp dei «quattro amici al bar» (oltre a Marra e Raggi, partecipavano il vicesindaco Daniele Frongia e il capo della segreteria Salvatore Romeo) – osserva ancora il Messaggero – dimostrano il filo diretto che Marra aveva con la sindaca e il potere che esercitava soprattutto nella scelta dei dirigenti. Non a caso in aula sfileranno numerosi alti funzionari del Campidoglio proprio per ricostruire il tipo di rapporti che aveva con i vertici politici.