Marche, i turisti come il terremoto: e gli hotel sfrattano gli sfollati

Cacciati dalle loro case dal terremoto, sfrattati dagli alberghi dai turisti in arrivo, i terremotati del centro Italia d’inverno hanno dovuto subire  il freddo nelle tendopoli, tempi lunghi d’attesa dei moduli abitativi, la precarietà dell’accoglienza negli alberghi; ora, con l’avvio della stagione balneare, dovranno affrontare lo sfratto esecutivo imposto dagli hotel che, a breve, smetteranno improvvisamente di fungere da struttura ricettiva per tornare sul mercato in vista dell’arrivo dei vacanzieri di turno…

Terremoto, sfollati sfrattati dagli alberghi delle Marche

E così, come riportato in un esaustivo servizio dell’Agi, «dovranno spostarsi a Lido di Fermo e Marina Palmese i circa 150 sfollati, alloggiati finora in 4 alberghi. Il problema nasce dal fatto che questi hotel non hanno ancora raggiunto un accordo con la Regione Marche per la permanenza degli sfollati. E, dall’altro lato, i terremotati non possono trasferirsi nelle casette di emergenza, in quanto nelle Marche non ci sono ancora». Di contro, dalla Regione si sono affrettati a far sapere che «nessuno sarà forzosamente spostato dal luogo dove attualmente è ospitato», e che la Regione «si attiverà per sensibilizzare i titolari delle strutture».

Che fine ha fatto il diritto all’ospitalità?

E tra botte e risposte, battibecchi a distanza e dichiarazioni di solidarietà, non riuscendo a trovare la Regione un accordo con i gestori degli alberghi, quasi 1000 terremotati-sfollati vagano ormai da giorni “tra color che son sospesi”, invitati dagli albergatori a lasciare le loro stanze ma in cerca di un luogo dove trovare rifugio, e in attesa di moduli abitativi provvisori non ancora consegnati. Spostati – come denunciato da uno di loro, tra i tanti – «come pacchi postali».E dopo aver perso casa e lavoro,  si accingono a perdere anche il diritto all’ospitalità riservato nel frattempo e da anni, a molti altri…